12/12/2013

USCIRE DALLA CRISI /ENTRARE IN CITTA’ Convegno del 18 dicembre – inviti-

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PERIFERIE E CENTRALITA’ LA RIGENERAZIONE URBANA COME STRUMENTO DI ATTUAZIONE DEL PIANO NEL NUOVO PANORAMA ECONOMICO E SOCIALE

https://www.facebook.com/events/166276376915919/

Scarica l’invito al Convegno
Invito

Invito_retro

06/12/2013

USCIRE DALLA CRISI /ENTRARE IN CITTA’ Convegno del 18 dicembre

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PERIFERIE E CENTRALITA’ LA RIGENERAZIONE URBANA COME STRUMENTO DI ATTUAZIONE DEL PIANO NEL NUOVO PANORAMA ECONOMICO E SOCIALE

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locandina convegno Uscire dalla crisi / Entrare in città

 
ecco la locandina aggiornata del Convegno con i relatori:
Fabio REFRIGERI – Assessore Infrastrutture, Politiche abitative, Ambiente della Regione Lazio
Giovanni CAUDO – Assessore alla Trasformazione urbana di Roma Capitale
Paolo MASINI – Assessore ai Lavori pubblici e alle Periferie di Roma Capitale
Gianluca LO PRESTI – Amministratore Delegato di EUR spa
Daniel MODIGLIANI – Commissario Straordinario dell’ATER del Comune di Roma
Andrea SANTORO – Presidente del Municipio IX di Roma Capitale
Livio SACCHI – Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di roma

22/04/2013

ATEPRO – CONVEGNO “UNA NUOVA URBANISTICA PER ROMA”-

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ATEPRO parteciperà al Convegno “Una nuova Urbanistica per Roma” presentando una Ipotesi di Rigenerazione Urbana del Quartiere Laurentino.

Il convegno, organizzato dalle associazioni Idee in Corsa e Territorio Roma si terrà Martedi 23 Aprile ore 17.30 presso la Residenza di Ripetta – via di Ripetta, 231.

Info su: Una nuova Urbanistica per Roma

09/03/2013

Architettura e Urbanistica a roma – rinnovare la normativa e le procedure

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Nel Lazio servono una nuova legge urbanistica e una legge per l’architettura, per la qualità della progettazione e della gestione dei processi edilizi, per la difesa e lo sviluppo sostenibile dell’ambiente.

Una legge per l’architettura significa lo snellimento delle procedure a carico dei professionisti, uno sgravio dei costi per i cittadini, un accorciamento dei tempi per la realizzazione di processi edilizi ed urbanistici utili alla comunità e sopratutto una maggiore attenzione alla qualità del territorio e dell’ambiente in cui viviamo.

A Roma serve una nuova urbanistica e una nuova attenzione per l’architettura storica, moderna e contemporanea. Valorizzazione e sviluppo della città vanno di pari passo.

Noi crediamo nella necessità di affiancare al riordino della normativa regionale sull’urbanistica una legge che promuova la qualità architettonica degli edifici e degli interventi edilizi, in ambito urbano o meno. il tutto attraverso lo snellimento delle procedure per consentire il rilancio del ruolo dei Professionisti del comparto.

I professionisti del comparto come architetti, ingegneri, geometri, agronomi, urbanisti, restauratori, storici possono , anzi devono poter contribuire al rilancio di questa nostra città nell’ambito metropolitano e regionale.

Si devono raccogliere le idee e le proposte dal mondo delle professioni per lo studio di un articolato che possa rendere realtà le speranze di migliaia di professionisti incastrati in una recessione violenta, accompagnata da una burocrazia svilente e un quadro normativo punitivo.

17/09/2012

“Architettura e Urbanistica della recessione- Idee per il futuro delle Città “ il 28 settembre a Roma

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L’associazione ATEPRO ed il CONSIGLIO DI QUARTIERE LAURENTINO FONTE OSTIENSE
organizzano il CONVEGNO

“Architettura e Urbanistica della recessione – Idee per il futuro delle Città “

venerdì 28 settembre 2012 alle ore 14.00 presso il CENTRO CULTURALE ELSA MORANTE
a Roma, Piazza Elsa Morante.

Il Convegno vuole essere un momento di riflessione sulla situazione della società contemporanea, caratterizzata della recessione economica. In particolare si parlerà delle influenze prodotte sulla architettura e l’urbanistica, intese come discipline del sapere e dell’agire nella società.

Come si potrà arginare il declino delle cultura architettonica e delle professioni tecniche, attuato in nome del dominio della tecnica economica?

Come l’architettura e l’urbanistica cambieranno e come rispecchieranno la nuova realtà economica, sociale e cultura che si sta delineando?

Relatori del mondo della cultura, dell’università e della professione presenteranno riflessioni, spunti e proposte sulla gestione del territorio e sulla architettura, alla luce dei cambiamenti sociali imposti dalla recessione economica.

Si affronteranno temi come il governo del territorio, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, la rigenerazione urbana.

Si parlerà di programmi di social housing, come elemento di riqualificazione urbana.

Si parlerà di smart cities, tecnologia al servizio della città intesa come insieme integrato di architetture.

Si valuterà come proporre un uso intelligente delle città e dei territori a cominciare da temi legati alla sostenibilità ambientale. La coltivazione degli orti ed altre pratiche per la rigenerazione del tessuto periurbano.

Ascolteremo e vedremo che cosa succede nel mondo, attraverso gli occhi di una rivista di architettura – Boundaries.

PROGRAMMA

Ore 14.00 – Accrediti

Ore 14.30 – I° SESSIONE – LE CITTÀ DEL FUTURO: GOVERNARE LE TRASFORMAZIONI URBANE
Introduce ALBERTO VOCI – Consiglio di quartiere Laurentino Fonte Ostiense

DANIEL MODIGLIANI – Presidente INU LAZIO
La progettazione urbanistica alla luce dei futuri assetti amministrativi, sociali ed economici
FRANCESCO CORRENTI – Direttore Generale di UCIT – PRUSST della Tuscia Il governo del territorio e l’esperienza del Prusst.
Idee per ”La conservazione integrata del patrimonio culturale, dei monumenti e del contesto ambientale” ed “Una città a misura dell’uomo, della donna e dei più deboli”
MARIO SPADA – Coordinatore Biennale Spazio Pubblico
Riunificare urbanistica ed architettura. Relazioni tra tessuti urbani, edifici intelligenti e spazi pubblici come elementi del sistema neuronale della città
MASSIMO ALLULLI – Ricercatore presso CITTALIA Fondazione ANCI Ricerche
Smart cities: il percorso verso la città intelligente?
STEFANO BRANCACCIO – Architetto, Resp. Origination e Nuovi Prodotti CDP Investimenti Sgr
Social housing: progettazione e gestione sociale di interventi in ambiti urbani da riqualificare

Ore 16.00 – Dibattito

Ore 16.30 – Coffee Break

Ore 17.00 – II° SESSIONE – GLI SPAZI URBANI E LE ARCHITETTURE NELLA CITTÀ DIFFUSA
Introduce STEFANO MICHELATO – ATEPRO

LUCA SAMPÒ – Direttore Responsabile di Boundaries, International Architectural Magazine
La città “altra” nel XXI secolo: verso una nuova forma di struttura urbana: strutture urbane informali nel mondo, con esempi e casi di ristrutturazione ed interventi ex novo
ALESSANDRO CAMIZ – Ph.D. LPA-DIAP “Sapienza” Università di Roma
Coltivare l’orto per cambiare la città: agricoltura periurbana nel paesaggio metropolitano
RICCARDO PETRACHI / LUCA MONTUORI – 2T_R Studio di architettura
La progettazione, il processo di realizzazione e l’uso degli spazi urbani. L’architettura come elemento di rigenerazione urbana
GIANLUCA ANDREOLETTI – AVAA Andreoletti & Valentino Architetti Associati
Architettura come espressione di una necessità culturale
LUCIANO CUPELLONI – Prof. Ordinario di Tecnologia dell’Architettura “Sapienza” Università di Roma
Riqualificazione architettonica / Rigenerazione urbana / Sostenibilità ambientale. Dal patrimonio storico allo spazio urbano

Ore 19.00 – Dibattito

La partecipazione al Convegno è gratuita.
Presso la segreteria sarà disponibile una cartella stampa contente gli abstract degli interventi.
Gli atti del convegno saranno pubblicati su ebook.

Venerdì 28 settembre ore 14.00 – 19.30
Centro culturale Elsa Morante
Piazza Elsa Morante – Roma

Comunicazione ATEPRO – Martina Greco- E-mail info.atepro@gmail.com
Segreteria Convegno tel. 3396991797

 

01/09/2012

CONVEGNO ARCHITETTURA E URBANISTICA DELLA RECESSIONE

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Tutti gli aggornamenti sul Convegno ARCHITETTURA E URBANISTICA DELLA RECESSIONE che ATEPRO sta organizzando li trovate sulla pagina facebook dell’evento:

https://www.facebook.com/events/279428398829823/?notif_t=plan_user_joined

ATEPRO e Comitato di quartiere Laurentino Fonte Ostiense 

Venerdì 28 settembre 2012 ore 14.00 – Centro Culturale “Elsa Morante”

ARCHITETTURA E URBANISTICA DELLA RECESSIONE

15/05/2012

Lavori Pubblici: l’AVCP dice come fare le gare senza le tariffe

Posted in architetti, geometri, ingegneri tagged , , , , , , , , a 17:08 di stefanomichelato

L’AVCP con la determinazione 49/2012 dice alle stazioni appaltanti come svolgere le gare di servizi tecnici: da leggere!
i punti su cui dissentire sono molti a cominciare dal riferimento alle vecchie tariffe (ma non erano abolite?) di fatto.
il precorso proposto è di fare riferimento alle vecchie gare espletate dalla Amministrazione.
ma allora si ricade nelle tariffe allora applicate!
si dice che si deve prendere il costo realmente affrontato al netto dei ribassi , o meglio considerando la media dei ribassi!
si dice infine di applicare tale costo all’opera da mettere a base di gara…

IN SOSTANZA: IL RIBASSO DEL RIBASSO!!!!

ebbene si: è tutto qua!!! il ribasso del ribasso

direi che la è materie difficile, ma da affrontare con energia per evitare di sprecare soldi pubblici e tutelare i professionisti.

vedi il link alla norma
http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/pdf2010/Edilizia_e_Territorio/_Allegati/Free/Norme/delibera_n_49_2012.pdf?uuid=bdae9f68-9b6c-11e1-8862-245f006fedf5

Determinazione n. 5 del 27 Luglio 2010

27/02/2012

Prevenzione del rischio sismico, la Regione Lazio approva il regolamento.

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Con la delibera n° 10/2012 del 13.01.2012 è stato approvato dalla Regione Lazio il regolamento regionale concernente “Snellimento delle procedure per l’esercizio delle funzioni regionali in materia di prevenzione del rischio sismico”.

Il regolamento stabilisce i criteri e le modalità di presentazione dei progetti di costruzioni in zona sismica, per la denuncia dell’inizio dei lavori, per l’autorizzazione da parte della competente struttura tecnica regionale, e per l’adeguamento delle costruzioni esistenti alla nuova classificazione sismica e per l’espletamento dei controlli.

Attraverso il sistema Sitas sarà possibile la gestione telematica delle richieste, anche in questo caso come per la DIA on line del Comune di Roma, i professionisti dovranno presentare la documentazione firmata digitalmente attraverso posta elettronica certificata

Tra gli interventi che non sono soggetti ad autorizzazione sismica opere temporanee, interventi limitati sui tramezzi o sulle tamponature, che non alterino struttura e carichi, rifacimento dei pavimenti, piccole costruzioni con superfici massime di 10 metri quadri e altezze fino a 3 metri.

22/11/2011

DIA ON LINE AL COMUNE DI ROMA

Posted in architetti, news tagged , , , , , , , , , , , , , , , a 21:17 di stefanomichelato

DIA ON LINE: una follia!
miei cari colleghi architetti romani: INCREDIBILE!!
alla faccia della semplificazione!!!
TORNIAMO ALLA CHINA E ALLE CIANOGRAFIE!!!!
non serve a nulla tutto questo schifoso intrugliare nella tecnologia.
o meglio: forse è servito a qualche consulente.VERGOGNA!
con la scusa della semplificazione e della standardizzazione…72 layers!!!
adesso si! roma avrà l’architettura con la A maiuscola!

seguite il link delle spiegazioni e soprattutto, se ci riuscite, i files con le specifiche dei disegni!

MA CHE C’ENTRA CON LA QUALITA’? CHE C’ENTRA CON LA SEMPLIFICAZIONE?
MA SIAMO SICURI CHE TUTTO QUESTO SERVA PER PROGETTARE UNA CASA?
MAGARI UN PROGETTO CHE SEGUE IL “PIANO CASA” PER 20 MQ?
MA POSSIBILE CHE DOBBIAMO SOTTOSTARE ALLA DEREGOLAMENTAZIONE DI TUTTO QUELLO CHE CI GIRA INTORNO E NOI DOBBIAMO SUBIRE L’ANGHERIA DI FARCI DIRE ANCHE QUALI COLORI USARE IN UN DISEGNO?
E POI SENTIRE PARLARE TUTTI I GIORNI DI LIBERALIZZAZIONI, CHE VUOL DIRE RIBASSI SUL PREZZO!
LIBERI DI OFFRIRE IL MASSIMO RIBASSO E DI PRENDERE LA MASSIMA COMPLICAZIONE, PER OFFRIRE LA MASSIMA SEMPLIFICAZIONE ALLA AMMINISTRAZIONE!

E SE METTI UN CESSO SUL LAYER DEGLI OROLOGI ELETTRICI?
CHE FANNO?
TI RIMANDANO INDIETRO LA DIA?!!!???!!!
MA BASTA!!!
I FILES DEVONO ESSERE IMMAGINI E BASTA, MAGARI DA SCANSIONE!
STAMPABILI,
NON EDITABILI.
SE QUESTO E’ IL CONTRIBUTO DELLA TECNOLOGIA, VOGLIO TORNARE A DISEGNARE A MANO SU CARTA LUCIDA!!!
(NON L’AVREI MAI DETTO)

13/11/2011

alluvioni e cultura urbanistica

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http://mercatiematerie.it/

ripropongo l’articolo pubblicato dalla rivista
ALluvioni e cultura urbanistica
Scrivere di alluvioni e disastri vari comporta sempre il dubbio su cosa scrivere. Gli argomenti da esporre sarebbero semplici, lapalissiani: manca la cura del territorio, la cultura ambientale, la cultura urbanistica, ecc.

Forse proprio l’ultima (la cultura urbanistica) è la maggiore accusata. Negli ultimi decenni si è pensato alternativamente che fosse possibile costruire ovunque e comunque, abbagliati dal progresso tecnologico, o fosse necessario impedire qualunque iniziativa in aree vaste del territorio, bloccati dai timori ambientalisti. Ed anche la disciplina urbanistica ha prodotto teorie e progetti assai diversi in funzione della scala di intervento, dai piani di area vasta, ai piani di assetto, fino alle lottizzazioni private e alle singole iniziative edilizie, magari in deroga ai Piani stessi.

Sappiamo tutti come è finita: costruzioni ovunque, abusive e non!

Comunque sanate e quindi divenute legali e detentrici di diritti legali ed economici, considerati intangibili e l’urbanistica a rincorrere.

Sembra che la storia e lo studio della evoluzione dell’uso del territorio non abbia insegnato nulla. La distribuzione delle case, delle fabbriche, degli uffici, delle città nel territorio sono sempre avvenute nel rispetto delle dinamiche naturali del territorio.

Si dirà che i numeri sono altri, che le quantità in gioco sono altre. Ora siamo molti di più, abbiamo una economia più florida, siamo inseriti in un meccanismo economico che ci spinge a consumare ed infatti consumiamo anche il suolo.

Ci sentiamo Consumatori prima che Cittadini, portatori di diritti legati agli scambi commerciali prima che portatori di doveri e diritti umani e sociali.

Prendiamo il territorio e lo facciamo nostro con una violenza che può ricordare solo certi riti ancestrali. Lo usiamo, lo aggrediamo, lo deturpiamo, lo violentiamo, ne succhiamo la forza, gli togliamo la capacità di sostenersi, lo costringiamo come un prigioniero legato.

E lui, nella sua naturale dinamica, si muove, sbuffa, magari si lava delle scorie, alla ricerca, perennemente in divenire, di equilibri dinamici ma naturali (qualcuno lo chiamerebbe addirittura ecosistema). Ma incontra noi che, con la nostra supponenza ed arroganza, lo abbiamo talmente rovinato in superficie da rendere pericolosi tutti i suoi movimenti, vasti, profondi, forti, violenti, ma tutti naturali. E Pericolosi. Pericolosi per chi? Ma per noi stessi!

Ed ecco perché ad ogni disastro viene la voglia di scrivere; non soluzioni per il passato, che purtroppo attengono alla categoria della cura dei superstiti, ma per il futuro; non soluzioni tecniche, che sono già presenti nella storia antica e recente, ma soluzioni politiche.

Bisogna decidere, fare scelte: la politica, supportata da una rinnovata cultura urbanistica, deve decidere come usare il territorio, dove consentire e dove impedire, per il bene della collettività.

Anche questa ultima alluvione sembra coincidere con il terremoto politico-economico-finanziario che ci attanaglia. E la cura, per risollevare il malato e riportarlo in condizioni di poter vivere, può avere delle analogie.

Non bastano tagli e sacrifici ma ci vogliono idee e iniziative per la crescita

Tradotto: per il territorio significa che è impensabile eliminare tutti gli insediamenti che abbiamo consentito ma dobbiamo avere la forza tutti insieme di togliere edifici là dove i fiumi devono esondare, le montagne franare, i mari innalzare il loro livello, ma anche la forza, culturale ed economica, della cura del territorio.

Curare gli argini dei fiumi, rimboschire le montagne, rinaturalizzare le coste, ripristinare la permeabilità dei suoli non sono delle manie ambientaliste ma necessità sistemiche per la nostra sopravvivenza.

Dobbiamo essere consapevoli che, non più nel lungo periodo ma nel breve, queste misure manutentive sono il reale ed unico sviluppo del territorio. Unite alla manutenzione del nostro patrimonio edilizio, alla riduzione del consumo di suolo ottenuta con rilocalizzazioni del costruito e densificazioni dell’esistente, da attuarsi con criteri ecosostenibili, sono la nostra unica salvezza.

Economia e territorio. Sviluppo e salvaguardia passano per il ripensamento dei criteri di valore da attribuire alle varie componenti coinvolte. Opere pubbliche strategiche, che non significa faraoniche come il Ponte sullo Stretto, ma un insieme ragionato di migliaia di piccoli interventi, sono la chiave per ridare valore al nostro territorio.

Una postilla. Si dice ormai da anni che si ha intenzione di introdurre un’ assicurazione obbligatoria sui fabbricati per il danno da disastri ambientali. E’ un tema assai spinoso, da pensare e ripensare con calma per le ricadute economiche e di sistema. Vi sono aspetti positivi e negativi, soprattutto bisognerebbe capire come inciderebbe proprio sulla capacità di influenzare le dinamiche insediative e di rilocalizzazione degli immobili.

Non so come potrebbe essere articolata una simile assicurazione, ma sicuramente non dovrebbe essere lasciata ai soli operatori del mercato assicurativo, che, giustamente, ragionerebbero nei termini che gli sono propri. Le implicazioni sarebbero invece tali che, di nuovo, dovrebbero essere oggetto di ragionamenti interdisciplinari che sapessero tenere conto di tutti i fattori sistemici e ambientali.

Stefano Michelato

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