24/09/2012

Architettura e Urbanistica della recessione: l’intervento di Riccardo Petrachi

Posted in ambiente, architetti, architettura e urbanistica della recessione, ingegneri, urbanistica tagged , , a 12:21 di martina greco

Per uscire dalla crisi è sufficiente ripartire dal punto di prima?

La progettazione degli spazi urbani e l’architettura come elemento di rigenerazione urbana posso essere sufficienti?

Ruolo Politico dell’Architettura

di Riccardo Petrachi

Architetto – 2T_R studio di architettura

Gli architetti sono solo dei tecnici o anche degli intellettuali che conoscono i processi complessi che formano le città e devono essere attori attivi della politica e dell’amministrazione? Dalla crisi non si riparte semplicemente sperando che il motore si rimetta in moto. Devono cambiare le condizioni, il modo di pensare.

Eppure il modello che ci viene proposto fa ancora riferimento all’edilizia come motore dell’economia romana. Proponiamo quindi un modello diverso, oppure si rimane in attesa di ricevere un incarico per un edificio o uno spazio pubblico in un’area di riserva?

Un tema come questo non può essere svincolato dal sistema di relazioni complesse in cui si iscrive: la sostenibilità, ad esempio, non è un bel pannello solare sul tetto, ma saper comprendere l’impatto complessivo che un progetto ha sul territorio, cosa che ci sembra non avvenga.

Il tema dell’agricoltura alla scala urbana non è solo quello del piccolo orto (attività certamente positiva); si potrebbe proseguire con il tema della mobilità, i rifiuti, l’inquinamento…

L’architettura e i progetti d’oggi sono ancora un debole punto di partenza.

Nello svolgere questo ruolo politico è necessario saper ascoltare i bisogni che emergono dalla cittadinanza e che questi, i bisogni, partecipino direttamente alle scelte politiche.

La partecipazione deve essere intesa come nuovo modo di ascolto di cittadini che sempre di più si organizzano autonomamente sulla gestione del territorio. Gli architetti non possono ignorare queste richieste e i cittadini si stanno dimostrando più consapevoli e attivi.

Architettura e Urbanistica della recessione: l’intervento di Massimo Allulli

Posted in architetti, architettura e urbanistica della recessione, urbanistica tagged , , , a 12:05 di martina greco

Smart Cities: il percorso verso la città intelligente?

 

di Massimo Allulli

Ricercatore CITTALIA Fondazione ANCI Ricerche

Le politiche urbane, e le politiche pubbliche in generale, attraversano fasi di “innamoramento” nei confronti di idee, che danno luogo a “etichette di policy” che dominano l’agenda pubblica entro lassi di tempo più o meno estesi.  Oggi, di fronte all’emergere di nuovi problemi comportati dall’irrompere sulla scena urbana della crisi finanziaria, si afferma l’etichetta “smart city” a indicare città in grado di affrontare tramite l’innovazione le diverse sfide poste dalla crisi economico-finanziaria e da quella ecologica.

Il futuro intelligente delle città è dunque segnato? Il percorso sembra essere ricco di ostacoli, soprattutto nel caso italiano. L’Italia è segnata da un fortissimo ritardo per quanto concerne l’innovazione tecnologica e l’investimento in ricerca e sviluppo. La tecnologia, inoltre, da sola non basta: non è data una “smart city” senza una elevata capacità di integrazione delle politiche pubbliche. Senza un piano, il rischio è che si producano molte iniziative polverizzate e incapaci di armonizzarsi e di generare impatti positivi sulla città.

Che la diffusione dell’etichetta “smart city” segni il percorso verso la città intelligente, dunque, dipende dalla misura entro la quale essa saprà rappresentare un cambiamento profondo nelle politiche urbane. In alternativa, il rischio è che essa si limiti a essere usata come brand accattivante attribuito a iniziative isolate e simboliche.

19/09/2012

Architettura e Urbanistica della recessione: l’intervento di Luciano Cupelloni

Posted in architettura e urbanistica della recessione, associazione, urbanistica tagged , , a 11:00 di martina greco

ARCHITETTURA E URBANISTICA DELLA RECESSIONE

Riqualificazione architettonica / Rigenerazione urbana / Sostenibilità ambientale.

Dal patrimonio storico allo spazio urbano.

di Luciano Cupelloni

L’obiettivo della sostenibilità, intesa come “misura” della trasformazione, come sperimentazione di processi e sistemi tecnici virtuosi, ri-definisce il campo del progetto di architettura innovando criteri e metodi, procedure e strumenti, ma soprattutto fini e risultati. Da questo punto di vista, sono sempre più anacronistici gli exploit dell’architettura del sensazionale, ormai limitati a scenari e mercati estremi, esito di operazioni economiche speculative o di fallimentari interventi pubblici che utilizzano per ragioni diverse lo star system dell’architettura. Né appare sufficiente la versione minimalista, certamente attenta ai temi della riduzione – e oggi della recessione – ma incapace di incidere sulle ragioni delle scelte e quindi sulla qualità profonda delle soluzioni.

Il nuovo programma per la città europea contemporanea – e soprattutto per Roma – non può non fondarsi sul rapporto complesso tra riqualificazione architettonica e rigenerazione urbana.

Molto spesso, nella mia non breve esperienza, mi sono trovato a lavorare in situazioni di degrado dei manufatti ma anche del contesto urbano. Condizioni negative, originate non da mancanza di qualità ma da una diffusa, grave, perdita di qualità. Scarsissima cura, assenza pressoché totale della cultura se non della stessa nozione di manutenzione, mancanza di programmazione degli interventi, diffusa estemporaneità delle decisioni di governo. Per queste ragioni, parlo di ri-qualificazione/ri-generazione come necessità di tradurre obiettivi di livello alto in soluzioni praticabili, rintracciando ogni volta la giusta “misura” del progetto.

Un progetto che, superando la contraddizione tra recupero dell’esistente e nuova edificazione, sia capace di restituire all’oggetto dell’intervento – che sia un edificio o un ambito urbano – le qualità smarrite ma anche di aggiungerne di nuove in un rapporto di relazione reciproca e dinamica.

La rassegna dei miei progetti descrive una casistica di modalità progettuali che superano le categorie canoniche per declinare nella specificità della soluzione un mix originale tra le varie articolazioni dell’intervento sull’esistente. Dal centro alla periferia, a Roma: la temporanea Piazza delle Erbe ai Mercati Generali, la Città dell’Altra Economia e i laboratori dell’Accademia di Belle Arti al Mattatoio di Testaccio, via delle Sette Chiese e il Parco delle Catacombe di Commodilla alla Garbatella, il Centro Culturale Elsa Morante al Laurentino. Da ultimo un progetto non realizzato per la riqualificazione di Piazza Monte d’Oro.

Tutti sono interventi pubblici, realizzati o avviati durante l’Amministrazione Veltroni, delineati per lo più tramite processi partecipativi. Con esiti diversi, applicano i criteri della sostenibilità ambientale e dell’innovazione tecnologica sul terreno della riqualificazione architettonica e urbana. Il raffronto dei casi tende a trarre dalla concretezza della sperimentazione alcune riflessioni di ordine generale.

09/02/2011

Piano Casa e SCIA

Posted in news tagged , , , , , , , , , , a 22:35 di stefanomichelato

il Governo ci riprova, o almeno dice!
pare, si dice…
che il Consiglio dei Ministri di oggi abbia valutato la ripresa dell’iter di provvedimenti per la modifica in senso più operativo del Piano Casa nazionale…
che lo stesso CdM abbia deciso di emanare qualcosa che possa chiarire in maniera definitiva, o quasi, come, dove e quando SCIAre!!
…fino alla prossima puntata!!!
pare, si dice!!!

e poi si ripartirà con il condono edilizio!
e poi riapriranno i termini per il condono fiscale!
e poi la semplificazione aggiungerà un nuovo atto semplificativo che superi tutte le burocrazie!
e poi…

bastaaaaaa!
voglio la Licenza di Costruzione, la Autorizzazione onerosa e quella gratuita!
voglio il Piano di Lottizzazione e il Piano di Zona!!!
voglio il Piano Gegolatore Generale…anzi il Piano di fabbricazione e (esagero) il PPA (ma ve lo ricordate?)
al limite… il Piano di Recupero (per L’Aquila)
MA POI BASTA!!!

retrogado? siiii
conservatore?siiiii

con quegli strumenti si è fatta l’Italia, magari male, magari bene…
è dipeso dagli uomini, dagli imprenditori, dai decisori, dagli urbanisti e dai progettisti.
strumenti vetusti? forse
ma non mi sembra che con quanto si vagheggia e furfanteggia oggi si ottengano grandi risultati.