11/10/2013

Risultati elezioni Consiglio dell’Ordine Architetti di Roma

Posted in architetti, associazione, news, ordine tagged , , , , , a 12:28 di alegre68

Si sono concluse le operazioni di spoglio delle schede di voto per le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia

Sono risultati eletti al Consiglio dell’Ordine di Roma  11 candidati della lista Next e 4 della lista Diritto all’Architettura:

architetto ARTURO LIVIO SACCHI

voti 1458

architetto ANDREA BRUSCHI

voti 1340

architetto PATRIZIA COLLETTA

voti 1331

architetto ALFONSO GIANCOTTI

voti 1328

architetto ELIANA CANGELLI

voti 1325

architetto ALESSANDRO RIDOLFI

voti 1321

architetto PAOLA RICCIARDI

voti 1313

architetto iunior LUISA MUTTI

voti 1312

architetto VIRGINIA ROSSINI

voti 1291

architetto GIOVANNI ASCARELLI

voti 1281

architetto ORAZIO CAMPO

voti 1275

architetto FABRIZIO PISTOLESI

voti 1274

architetto ALDO OLIVO

voti 1272

architetto DANIELA PROIETTI

voti 1271

architetto GIORGIO MARIA TAMBURINI

voti 1270

Per la nostra Associazione che ha appoggiato in questa campagna la lista NEXT rappresenta un ottimo risultato.

Vogliamo ringraziare tutti i colleghi che sono andati a votare (circa 4000) e soprattutto quelli che ci hanno seguito in questo percorso.

Siamo certi che  questa nuova consigliatura  lavorerà  con l’impegno, la  trasparenza e la coerenza di cui l’Ordine di Roma  ha bisogno.

Da parte nostra continuerà l’impegno   per un settore, quello delle Professioni Tecniche, che ha bisogno di profonde trasformazioni, coinvolgendo il nuovo consiglio  ed il  suo presidente con progetti e proposte concreti, perché l’Ordine degli Architetti possa diventare un’istituzione a sostegno di tutti gli iscritti.

Buon lavoro a tutti!

Annunci

12/03/2013

Carla Cappiello eletta presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma

Posted in ingegneri, news, ordine, roma tagged , , , , , a 13:36 di alegre68

Si sono concluse le elezioni per il rinnovo dell’Ordine degli Ingegneri di Roma: a vincere la tornata elettorale è stata l’ingegnere Carla Cappiello con la sua squadra “i quindici di IdEA” (associazione Idea ingegneri d’europa associati).

E’ la prima volta che una donna  presiede l’ordine degli ingegneri della Provincia di Roma.

Ecco l’elenco degli eletti al Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, in carica per il quadriennio 2013 – 2017:

SEZIONE A
Dott. Ing. Carla CAPPIELLO
Dott. Ing. Manuel CASALBONI
Dott. Ing. Alessandro CAFFARELLI
Dott. Ing. Giuseppe CARLUCCIO
Dott. Ing. Filippo CASCONE
Dott. Ing. Lucia COTICONI
Dott. Ing. Carlo FASCINELLI
Dott. Ing. Francesco FULVI
Dott. Ing. Gioacchino GIOMI
Dott. Ing. Stefano GIOVENALI
Dott. Ing. Maurizio LUCCHINI
Dott. Ing. Francesco MARINUZZI
Dott. Ing. Lorenzo QUARESIMA
Dott. Ing. Tullio RUSSO

SEZIONE B
Dott. Ing. Giorgio MANCURTI

Nella seduta di insediamento del 6 marzo 2013, il neo Consiglio eletto ha nominato:

Presidente – Dott. Ing. Carla CAPPIELLO
Vice Presidente – Dott. Ing. Manuel CASALBONI
Segretario – Dott. Ing. Filippo CASCONE
Tesoriere – Dott. Ing. Lucia COTICONI

Al  nuovo Consiglio auguri di buon lavoro!

05/03/2013

ASSEMBLEA ORDINE ARCHITETTI ROMA – LE PROPOSTE DI ATEPRO

Posted in architetti, news tagged , , , , a 17:59 di stefanomichelato

STEFANO MICHELATO, IN RAPPRESENTANZA DEGLI ARCHITETTI DI ATEPRO, E’ INTERVENUTO NELLA ASSEMBLEA DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI ROMA.

DI SEGUITO IL TESTO DELL’INTERVENTO DECISO IN OCCASIONE DELL’INCONTRO DEL 01/03/2013 :

Pochi punti per introdurre e spiegare le modifiche al bilancio che vorremmo.

ne parliamo in questa sede in quanto questa Assemblea è l’unica occasione per dire

  • che cosa pensiamo sull’attività dell’ordine
  • quali sono le nostre proposte

inizio dal ruolo dell’architetto

l’architetto può essere un artista, libero pensatore, progettista

o

un professionista, progettista, certificatore e asseveratore

può avere obblighi

solo verso se stesso e il proprio committente

o

(anche) verso la società

ovviamente la figura dell’architetto attuale e’ quella  a valenza pubblica:

  • ci viene richiesto di certificare tutto, persino l’identità del cliente
  • di sostituirci all’amministrazione incapace, in tutto e per tutto

A fronte di questa situazione non è possibile sostenere che il soggetto collettivo che raggruppa tutti i professionisti sia una associazione di liberi pensatori dal taglio culturale o sindacale.

L’ordine degli architetti deve essere un soggetto istituzionale di tutela del ruolo dell’architetto coerentemente con quanto ci viene richiesto.

se Ci si chiede di sostituirci allo Stato, ci  si dia uno strumento di gestione delle problematiche collegate a questa impostazione. Non tutela dei singoli, Non aggiornamento dei singoli, ma Tutela della categoria e soprattutto della società nella quale siamo chiamati ad operare.

Quindi, semplificazione delle funzioni dell’ordine e rafforzamento di quelle necessarie.

Revisione della “struttura societaria”:

  • non sono necessarie società dell’ordine tipo acquario romano, la casa dell’architettura,  ecc
  • non è necessaria la fondazione

in alternativa devono essere sottoposte alla Assemblea (non al Consiglio),  attraverso ampia e continuativa pubblicità delle attività e degli atti amministrativi e gestionali

  • appare ridondante l’organigramma il numero di impiegati (e le loro funzioni)
  • appaiono eccessivi i gettoni di presenza  anche in relazione alle determinazioni pubblicizzate
  • appaiono eccessive le attività al contorno  peraltro spesso a pagamento

L’ordine deve essere soggetto snello che cura con attenzione e forza l’applicazione delle norme deontologiche e disciplinari in ossequio alla Costituzione dello Stato

deve essere l’unico soggetto che tiene l’albo nelle sue articolazioni: ctu collaudatori, sicurezza, Prevenzione incendi, certificatori energetici, acustici, ecc.

è soggetto titolare della azione istituzionale di confronto con le altre istituzioni e supporto alle Amministrazioni

in questo senso:

  • deve essere promotore di atti legislativi e amministrativi
  • deve sostenere la reale semplificazione dell’attività degli architetti come “burocrati sostituti”

e con queste attività sostenere il reale e diffuso ritorno all’architettura nelle nostre città.

Non è e non deve essere il soggetto titolare della formazione, soprattutto quella a pagamento. Ne direttamente, ne attraverso la fondazione.

deve essere semmai il soggetto che , nell’interesse generale, certifica e controlla qualitativamente i soggetti abilitati all’aggiornamento professionale e alla formazione.

NellE prerogative dell’Ordine ci deve essere la tutela della professione, e conseguentemente dei professionisti, ma soprattutto ci deve essere il contributo alla tutela del paesaggio naturale e antropizzato, quale oggetto del fare architettura.

Quindi:

  • promozione della legge sulla architettura,
  • revisione della normativa sulla urbanistica,
  • semplificazione amministrativa e informatizzazione delle procedure semplificate
  • revisione delle Professioni tecniche con ruoli definiti per i vari professionisti coinvolti nel processo edilizio, condivisi
  • introduzione di nuove tariffe di riferimento per opere pubbliche e private, e ai fini della gestione dei contenziosi: tariffe semplici e realistiche che tutelino la collettività dall’abuso dei ribassi.

l’insieme di queste norme sono la reale difesa della qualità architettonica

Il bilancio deve rispecchiare quanto detto:

  • una voce per convocazioni di assemblee per comunicazioni e approvazione delle attività del consiglio (non si può fare solo assemblea di bilancio)
  • minori costi per l’iscrizione differenziati per categorie
  • minori costi di funzionamento
  • maggiori costi per il controllo dell’attività degli iscritti rispetto alle norme deontologiche e disciplinari
  • minori costi per le attività culturali introducendo le attività a costo zero (autofinanaziate o sponsorizzate)
  • maggiori spese per attività istituzionali
  • minori spese per la gestione della attività pubblicistiche (giornale)
  • minori spese per la gestione dei supporti informatici

QUINDI IL NOSTRO VOTO È NON CONTRARIO SOLO IN OSSEQUIO AD UNA SITUAZIONE DI PASSAGGIO DETERMINATA:

  • DALLE DIMISSIONI DELL’EX PRESIDENTE SCHIATTARELLA  
  • DALLE IMMINENTI ELEZIONI DEL CONSIGLIO

 

ED E’ SUBORDINATO AD UN IMPEGNO A MODIFICHE ED EVENTUALI  ASSESTAMENTI CHE DIMOSTRINO LA VOLONTÀ DI PROCEDERE NELLA LINEA DA NOI AUSPICATA.

20/02/2013

Discussione sul bilancio preventivo dell’Ordine degli Architetti di Roma

Posted in architetti, associazione, news, ordine tagged , , , , , a 14:59 di alegre68

E’ tempo di bilanci!
ATEPRO organizza una riunione per discuterne insieme ed andare  in assemblea con le idee un po’ più chiare sulla approvazione o meno del bilancio
ci vediamo VENERDI 1 MARZO alle 16.00 in sede.
E’ richiesta conferma della propria presenza via email
 (L’indirizzo definitivo vi sarà comunicato via email -in caso di numerosa affluenza la riunione sarà trasferita in un luogo da definirsi)
dal 22/02 potrai leggere  il bilancio sul sito dell’Ordine degli Architetti di Roma che ha spedito via PEC agli Architetti Romani la seguente convocazione:

“…2° convocazione per il giorno 04.03.2013, alle ore 15,30 presso la sede dell’Ordine in piazza Manfredo Fanti, 47, Roma con il seguente ordine del giorno:

1. Strategie relative all’attività di Consiglio;

2.Approvazione del Bilancio preventivo 2013;

3.Varie ed eventuali.

La documentazione relativa al Bilancio preventivo sarà a disposizione degli iscritti a partire dal 22.02.2013 presso la segreteria dell’Ordine negli orari di apertura degli uffici e in pari data sarà pubblicata nell’area riservata agli iscritti sul nostro sito : http://www.architettiroma.it/areaiscritti”

VI ASPETTIAMO!

30/01/2013

Lettera del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma

Posted in news tagged , , , , a 19:08 di stefanomichelato

Il Consiglio scrive una lettera a tutti i suoi iscritti.

Ecco il link http://ordine.architettiroma.it/notizie/14892.aspx

Il testo, unito alla lettera di dimissioni di Amedeo Schiattarella, porta ad alcune riflessioni che presto metteremo on line.

 

19/03/2012

elenchi certificazione energetica

Posted in news tagged , , , , , , , , , , a 14:22 di stefanomichelato

ci risiamo!

alla faccia della semplificazione!!!

anche nel Lazio si formano gli elenchi dei professionisti abilitati a certificare energeticamente gl iedifici

da”la repubblica”:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/03/18/news/case_pi_ecologiche_e_risparmio_energentico_l_ok_della_regione_sulle_nuove_norme_per_l_edilizia-31781683/

ovviamente si fa un nuovo elenco al quale bisogna essere iscritti per lavorare
alla faccia della eliminazione degli sbarramenti alla professione
altro che ordini!
ovviamente nel rispetto della libera concorrenza – leggi: massimo ribasso del prezzo!!! e basta

18/03/2012

architetti bilancio 2012

Posted in architetti, roma tagged , , , a 22:22 di stefanomichelato

ARCHITETTI ROMANI
DOMANI 19 ORE 15:30
SI VOTA IL BILANCIO 2012

cioè come saranno spesi I NOSTRI SOLDIi!

credo che si debba PARTECIPARE !! e VOTARE!
ALL’ORDINE ARCHITETTI DI ROMA

27/01/2012

Architetti e il decreto salvaItalia

Posted in news tagged , , , , , , , a 17:47 di alegre68

Pubblichiamo una riflessione dell’arch. Rossana Bianchi sulle novità che all’interno del  decreto liberalizzazioni appena approvato  interessano i liberi professionisti.

E’ oramai cosa certa ed avviato il primo pacchetto salva-Italia (o cresci-Italia?) emanato da questo governo.
Nello specifico in merito alle norme che riguardano la nostra professione non posso che essere piuttosto perplessa e scettica su come tali provvedimenti presi possano agevolare o meglio garantire la nostra professione. Riporto dunque due contrapposte risposte il primo da parte del CNAPPC e il secondo dell’ InArSind, Sindacato Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti Italiani

Liberalizzazioni – gli architetti rispondono
Il Presidente Monti considera le liberalizzazioni “necessarie” per eliminare le barriere del mondo del lavoro soprattutto per i giovani.
Queste le sue novità:
– niente più tariffe (né minime né massime)
– idoneo preventivo al momento dell’incarico.
– obbligo di  polizza assicurativa
– comunicazione esplicita al cliente dei dati relativi
– sei mesi di tirocinio anche presso le università
– tempo massimo del tirocinio in diciotto mesi
E gli architetti italiani non si sottraggono a questo giro di boa, anzi, sollecitano quanto prima una vera e seria riforma delle professioni.
Così risponde il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori:
“Abbiamo molto apprezzato, in particolare, – continua – la competenza e la capacità di ascolto del Ministro Severino che, all’interno di un precisa politica di riscrittura delle regole, ha proceduto con buon senso, raccogliendo –  purchè utili al Paese –  i contributi delle professioni. L’aver lasciato il riferimento ai parametri nei contenziosi è, infatti, un atto di buona amministrazione, tutto a vantaggio dei cittadini e del buon governo dell’economia e della giustizia.”
“Per quanto riguarda, poi, il preventivo obbligatorio, condividiamo la norma che consideriamo utile per un rapporto trasparente con i clienti, ai quali non ci si dovrà limitare a preventivare i costi ma, occorrerà descrivere dettagliatamente la complessità della prestazione professionale. Solo in un rapporto di grande trasparenza, infatti, il confronto concorrenziale può regolare i rapporti professionali, senza offrire il destro alle truffe o alla promozione ingannevole come quella che quotidianamente circola su internet”.
“Il tirocinio misto, prima all’università e poi negli Studi professionali – aggiunge il Consiglio Nazionale – può essere un’ottima soluzione, purchè, anche in collaborazione con il Ministro Profumo, si disegni un percorso virtuoso che colleghi la scuola al tirocinio fino all’esame di Stato e che migliori la qualità dei neo professionisti senza ostacolarne l’accesso al mercato. Ciò potrà costituire un’ occasione  importante  per abbattere steccati storici tra università e professione, assumendoci tutti la responsabilità di far crescere e maturare una classe e una generazione professionale competente e capace di affrontare le nuove sfide che ci aspettano”.
Molto positivo il giudizio sulla possibilità di accesso ai Confidi da parte degli architetti che soffrono del vero “spread” che misura la distanza dei pagamenti da parte dei clienti (da sei mesi dei privati ad oltre un anno la P.A.) e il credito bancario, che nei casi migliori arriva a 60 giorni.
“Se dobbiamo accettare alcune regole del mercato – sottolinea il Consiglio Nazionale –  e lo facciamo quotidianamente, dobbiamo averne non solo gli svantaggi, ma anche i vantaggi. Il Governo dovrebbe intervenire in questo senso anche sulle reti d’impresa dalle quali, secondo l’agenzia delle entrate, siamo esclusi. Concorrenza, infatti, vuol dire innanzitutto pari opportunità.
“Gli architetti italiani – conclude –  ribadiscono la loro disponibilità a mettersi al servizio del Paese. Al Governo e al Ministro Severino non chiediamo tavoli di contrattazione, ma di poter mettere a frutto la nostra profonda conoscenza della realtà professionale per investire sul futuro del Paese. Offriamo, inoltre, la capillare rete degli Ordini sul territorio per farne dei presidi di legalità contro le infiltrazioni mafiose nei cantieri, contro l’abusivismo edilizio e l’evasione fiscale. Quali organi dello Stato siamo responsabilmente pronti a fare il nostro dovere”.
Arch. Maria Luisa Gottari

Riforma delle professioni – InArSind risponde a Monti (contributo del 16 gennaio)
“Egregio Signor Presidente del Consiglio,
Il Sindacato Nazionale Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti Italiani – INARSIND, che attraverso CONFEDERTECNICA è parte sociale e partecipa, con gli altri Sindacati delle Professioni Tecniche, al “Tavolo della Concertazione”, ha deciso di rivolgersi ad Ella per indirizzarLe le proprie osservazioni su alcuni temi, che già sono alla Sua attenzione e che rivestono un rilievo vitale per i Colleghi rappresentati.
Il nostro Paese sta attraversando una grave crisi, in conseguenza della situazione economico finanziaria determinatasi a livello internazionale e del ritardo nell’assunzione di seri provvedimenti, che sappiamo essere nell’ agenda del Suo Governo. Lo stato di precarietà della nostra Libera Professione, ora in assoluta emergenza esistenziale, ha certamente origini più lontane nel tempo e proprie delle peculiarità del sistema italiano delle Professioni Tecniche. Non intendiamo svolgere qui un’analisi dettagliata di tali specificità; riteniamo tuttavia doveroso segnalarLe alcune considerazioni, al fine di individuarne e comprenderne le criticità.
Società tra Professionisti – Un recente provvedimento, nella Legge12-11-2011, n.183 (Legge di Stabilità 2012), consente la formazione di Società tra Professionisti, anche di capitale, senza porre limite alla partecipazione di quest’ultimo, profilandosi situazioni nelle quali i Professionisti potrebbero essere componente minoritaria delle Società e quindi perdere la caratteristica fondamentale della Libera Professione, l’autonomia. Riteniamo che sia necessario intervenire a modifica del disposto, prevedendo che ai Professionisti debba essere riservata la maggioranza nelle quote di partecipazione, a garanzia della prevalenza del contenuto professionale societario rispetto alle esigenze di profitto del capitale.
Liberalizzazioni – Tra i provvedimenti che il Suo Governo sta per assumere ci consta esserci anche un intervento di riforma del sistema ordinistico. Esprimiamo l’auspicio che possa essere incisivo e di reale modernizzazione , con un’attenzione particolare alle specificità della Libera Professione di Architetto ed Ingegnere. Ci permettiamo di ricordarLe che, nell’attuale sistema, sono iscritti ai nostri Ordini anche i dipendenti di Aziende private e i dipendenti di Enti Pubblici che spesso rappresentano la controparte dei Liberi Professionisti. Si tratta quindi di una evidente anomalia specifica degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, che confidiamo venga risolta con il giusto equilibrio che siamo certi sarà presente nella riforma che Ella vorrà promuovere.
Per quanto riguarda le tariffe minime, non abbiamo alcuna contrarietà alla loro soppressione – peraltro già ampiamente applicata alle nostre Professioni di Architetto e di Ingegnere -. Riteniamo però che essa vada accompagnata finalmente da un controllo della qualità delle prestazioni fornite e dei risultati finali: è noto, per esempio, che i ribassi ottenuti – e pretesi – dalle Pubbliche Amministrazioni sui compensi professionali per le Opere Pubbliche, non rappresentano affatto un vantaggio per le medesime, che a fine lavori, proprio per la qualità delle prestazioni fornite – bassa, come il compenso -, tra perizie, riserve e contenziosi, si trovano a spendere più di quanto abbiano “risparmiato” e con opere di scarsa qualità.
Giovani Liberi Professionisti – E’ un nodo cruciale per il futuro del nostro Paese. Vi sono decine di migliaia di giovani colleghi Architetti ed Ingegneri che prestano la loro opera intellettuale presso Studi e Società, percependo compensi di mera sopravvivenza su presentazione di fattura: è un popolo di Partite IVA, ma a tutti gli effetti si tratta di dipendenti, in quanto privi dell’autonomia professionale che caratterizza il Libero Professionista. E una situazione del tutto anomala, causata anche dal sistema dei ribassi sopra accennato.
Ma tra le cause vi è anche quella di una forte erosione del monte lavori per i Liberi Professionisti in conseguenza del fatto che vi sono Architetti ed Ingegneri, che godono già di un lavoro e quindi di uno stipendio sicuro (Dipendenti Pubblici ma anche Dipendenti di Aziende Private e Docenti,) ed ai quali è consentito il cosiddetto doppio od anche triplo lavoro. Riteniamo che, per lo stato di grave sofferenza della nostra Professione e soprattutto dei nostri giovani, non sia più possibile permetterci simili sperequazioni, per la verità esecrabili anche dal punto di vista etico.
Previdenza – Gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti sono tutelati previdenzialmente attraverso un’Associazione di Diritto Privato, INARCASSA, soggetta comunque ai controlli dei Ministeri competenti.
Non vi è alcun onere a carico dello Stato. Riteniamo che sia una ricchezza da salvaguardare, nella consapevolezza della necessità di garantire, con una gestione oculata delle risorse, la sostenibilità del nostro sistema previdenziale, così come correttamente richiesto dal Governo. L’ipotesi di costituire un’unica Cassa di Previdenza per tutte le Libere Professioni non ci pare perseguibile, stante le peculiarità di ciascuna di esse. Il passaggio ad un integrale sistema contributivo – peraltro già parzialmente utilizzato – e l’abolizione /modifica delle pensioni di anzianità, che risultano essere tra gli obiettivi che il Suo Governo intende perseguire ,dovranno certamente trovare risposte in Inarcassa ; in questo senso il nostro Sindacato, con senso di responsabilità verso le nuove generazioni di professionisti, si è già espresso formalmente, anche con la costituzione di un Osservatorio per il monitoraggio e per la formulazione di proposte esterne all’Associazione Previdenziale a cui collaborano economisti ed attuari di grande valore.
Signor Presidente del Consiglio, l’analisi volutamente schematica dinanzi delineata prospetta un quadro difficile per la Libera Professione degli Architetti e degli Ingegneri, con un futuro incerto, se non pericolosamente segnato. Confidiamo in un cambio di direzione deciso, responsabile e lungimirante nell’azione del Governo da Ella presieduto, affinché un grande patrimonio di capacità tecniche e conoscenze, riconosciute ovunque ed ad ogni livello, non vada disperso. Sarebbe una iattura non solo e non tanto per i Liberi Professionisti, ma soprattutto per il nostro Paese, al quale vogliamo poter dare ancora il nostro importante contributo, in termini culturali ed economici.
Restiamo in attesa di segnali confortanti in tale direzione, disponibili ad ogni utile confronto”.

Mi scuso per la lunghezza del testo ma ho ritenuto opportuno riportare integralmente tali dichiarazioni, nel secondo contributo ho messo in evidenza quello che a mio avviso è la nota dolente per la maggior parte di ‘liberiprofessionistiobbligati’ e non solo giovani, dove tra l’altro alla liberalizzazione delle tariffe non è seguito uno strumento fiscale che rispondesse a tali anomalie anzi è stato eliminato il cosidetto regime dei minimi e reintrodotta l’IVA (21%), in pratica equiparando il professionista che ha un fatturato annuo di superiore ai 100.000,00€ e chi invece non arriva nemmeno a 20.000,00. Ritengo che, pur essendo favorevole ad un drastico cambiamento e soprattutto RICONOSCIMENTO della professione, non si possa mettere nello stesso calderone architetti di fama nazionale e che di certo non staranno a contrattare la loro parcella e di contro la guerra fra poveri cristi a chi si aggiudica una DIA o pratica a meno lire.
estratto del D.L.  fonte CNAPPC

19/01/2012

“A che servono gli Ordini?” un articolo di Enrico MILONE

Posted in architetti, news tagged , , , a 16:59 di stefanomichelato

riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo pubblicato sul Giornale dell’Architettura, n.101 di gennaio 2012
________

A cosa serve l’Ordine degli Architetti PPC ?
Nella convulsa attività legislativa provocata dalla crisi finanziaria di questa estate, due leggi hanno messo in discussione il destino degli Ordini professionali.
1. La legge 111 del 15.7.2011 (GU 16.7.2011 n. ), manovra di ferragosto, tratta della riforma degli Ordini con l’art.29 comma 1 bis che qui trascrivo: “Al fine di incrementare il tasso di crescita dell’economia nazionale, ferme restando le categorie di cui all’articolo 33, quinto comma, della Costituzione, sentita l’Alta Commissione di cui al comma 2, il Governo formulera’ alle categorie interessate proposte di riforma in materia di liberalizzazione dei servizi e delle attivita’ economiche; trascorso il termine di otto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, cio’ che non sara’ espressamente regolamentato sara’ libero.” Il testo è ambiguo. Sembra che gli Ordini che hanno l’esame di abilitazione professionale ne siano esclusi. Ma non è sicuro ed in ogni caso la norma crea una situazione che invita a fare ragionamenti ad ampio spettro per tutte le professioni intellettuali.
2. La manovra bis, decreto-legge 13.8.2011 n.138, da convertire in legge entro il 13.10.2011, all’art.3 comma 5, stabilisce che entro un anno dovranno essere modificati gli ordinamenti delle professioni, per introdurre gli obblighi di: aggiornamento professionale continuo, tirocinio, assicurazione. I minimi di tariffa devono essere derogabili e l’attività disciplinare deve essere gestita da nuovi organi, preclusa ai consiglieri degli Ordini e del consiglio nazionale.

La proposta di ridimensionare o eliminare gli Ordini professionali è ricorrente, proviamo perciò a valutare se gli Ordini davvero siano necessari e se la loro eliminazione comporterebbe danni alla attività professionale degli architetti.
Prima del 1923/25 non c’erano gli Ordini degli architetti e degli ingegneri. L’Ordine degli architetti è stato istituito, con legge del 1923 e Regolamento del 1925, al fine di tutelare i consumatori che chiedono servizi professionali. L’Ordine dovrebbe tutelare prioritariamente gli interessi dei consumatori e la correttezza dell’esercizio professionale. Inclusa la qualità della prestazione richiesta dal cliente. L’Ordine può tutelare anche la condizione di lavoro del professionista, astenendosi però da fare attività sindacale. Infatti l’iscrizione all’Ordine è obbligatoria mentre l’iscrizione ai sindacati è libera. Pertanto l’Ordine non può firmare un contratto di lavoro né proclamare agitazioni sindacali o scioperi.
In base alla legge istitutiva l’Ordine ha pochi compiti:
1- iscrizione all’albo e gestione dell’albo;
2- deontologia, controllo della disciplina degli iscritti:
3- reprimere l’uso abusivo del titolo di architetto e l’esercizio abusivo della professione
4- dare pareri sulle parcelle e sulle controversie professionali.

L’iscrizione all’Albo è un automatismo. L’Ordine non ha altro compito che verificare che il richiedente ha superato l’esame di abilitazione.
I pareri sulle parcelle sono molto diminuiti da quando è stata abrogata la legge che, nel caso di lavori pubblici, subordinava il pagamento della parcella al visto dell’Ordine. In ogni caso anche la gestione di questa attività è spesso fatta in modo improprio. Tanto che spesso, quando c’è da fare scelte discrezionali, l’Ordine favorisce il proprio iscritto a danno del committente pubblico o privato.
Deontologia. La disciplina è il compito più importante. L’Ordine può condannare un iscritto scorretto sospendendolo dalla attività professionale. Il rispetto della correttezza professionale costituisce una garanzia per il cittadino utente dei servizi professionali. Oggi l’Ordine dovrebbe controllare la correttezza del professionista. Ma lo fa effettivamente? Certamente no. Con la scusa della mancanza di denunce, gli Ordini hanno in genere ignorato le scorrettezza professionali commesse dai professionisti coinvolti in casi di corruzione per appalti pubblici, resi a tutti noti dalla stampa. Incarichi professionali, progetti e collaudi, ricevuti da funzionari pubblici e docenti a tempo pieno, in condizione di incompatibilità e privi di autorizzazione. Il controllo degli Ordini è latitante anche per le scorrettezze fatte dagli iscritti nella gestione dei permessi edilizi e nella proliferazione dell’abusivismo. Gli Ordini in genere non informano gli iscritti sulla quantità e l’oggetto dei procedimenti disciplinari attivati, né risulta che il Consiglio Nazionale o il Ministero li incitino a dare notizie. Appare evidente che gli Ordini abbiano molta ritrosia nell’aprire procedimenti disciplinari nei confronti dei propri iscritti. Per farsi un’idea basti considerare che i ricorsi al CNAPPC contro le sentenze degli Ordini sono all’incirca 20 all’anno (il dato non è ufficiale). E dato che quasi tutti i professionisti che vengono condannati dall’Ordine fanno ricorso al CNAPPC, si può immaginare quanto sia irrisorio il numero dei procedimenti attivati e delle condanne inflitte dagli oltre 100 Ordini degli Architetti per un totale di oltre 140.000 iscritti.
Tra le scorrettezze che sono tollerate, è consentito che un architetto componente di una commissione consultiva (commissione edilizia) comunale possa presentare progetti nello stesso comune. E’ anche tollerato che un componente del consiglio dell’Ordine o del CNAPPC possa partecipare ad un concorso o gara per la quale il consiglio stesso ha approvato il bando e/o ha nominato un membro della commissione giudicatrice.
La carenza di attività deontologica degli Ordini è grave perché, trattandosi del compito principale dell’Ordine, l’inadempienza costituisce il motivo principale che giustifica l’ipotesi di eliminare l’istituzione.

Ipotesi di eliminazione dell’Ordine e del CNAPPC
Gli architetti possono fare a meno dell’Ordine, ma non possono fare a meno dell’abilitazione all’esercizio della professione.
La professione di architetto esisterebbe anche senza l’Ordine, perché in caso di mancanza dell’Ordine comunque resterebbe l’abilitazione all’esercizio della professione di architetto e di ingegnere. L’abilitazione è nell’art.33 della Costituzione e la sua eliminazione potrebbe richiedere una modifica dell’articolo, cosa molto difficile, vista la complessità della procedura di modifica della Carta Costituzionale.
In mancanza di Ordini, occorrerebbe (come in Gran Bretagna) istituire un Registro Nazionale delle persone che ottengono l’abilitazione all’esercizio della professione di architetto. Presso il Ministero della Giustizia, gestito dal Ministero. In tal modo ogni cittadino o ente può consultare il registro e verificare che una persona è abilitata a fare l’architetto. Lo stesso Registro potrebbe svolgere i procedimenti disciplinari su denuncia di enti o privati, mediante una commissione nominata dal Ministero, composta anche di membri in rappresentanza della professione.
Al limite il sistema funzionerebbe anche senza il Registro Nazionale, visto che un ente o un cittadino può sempre chiedere all’architetto al quale commette un incarico di mostrare il certificato di conseguita abilitazione alla professione.
Volendo ancora più semplificare, il sistema potrebbe, forse, funzionare anche senza l’abilitazione all’esercizio della professione, qualora si conferisse valore abilitante alla laurea magistrale M4 architettura e ingegneria edile con riconoscimento CEE. In tale caso l’art.33 Costituzione dovrebbe essere interpretato nel senso che il superamento dell’esame di laurea da parte di una Università Statale risponde al dettato dell’art.33.

La spinta europea
Il Rapporto Monti/CE, del 2004, ha dimostrato che l’Italia è il paese che ha imposto più vincoli alle professioni libere. Obbligo di iscrizione all’Ordine, esercizio abusivo sanzionato penalmente, campi di attività esclusivi. In nessun paese la tariffa architetti è approvata per legge nazionale. In nessun paese dell’euro c’è l’esame di abilitazione.

Vantaggi e svantaggi della eliminazione dell’Ordine.
Di fatto l’Ordine oggi costituisce l’unico riferimento per gli architetti che rappresenta sia a livello nazionale che a livello di regioni, province e comuni. Non c’è dubbio che attraverso gli anni i consigli degli Ordini hanno saputo istituire validi rapporti con gli imprenditori e con gli enti locali. Ciò costituisce un indubbio aspetto positivo che ha consentito una crescita dell’apprezzamento della nostra professione presso l’opinione pubblica. Spesso l’Ordine viene consultato su problemi della città insieme alle rappresentanze dei costruttori, degli artigiani e dei sindacati dei lavoratori edili.
Inoltre l’Ordine svolge una funzione positiva quando organizza attività pubbliche per valorizzare l’architettura e un corretto assetto del territorio. Ma tali attività sono svolte anche da altri organismi come l’Università, l’INU, l’INARCH, Italia Nostra.
Sono utili anche le attività di aggiornamento professionale degli iscritti. Ma tali attività sono in realtà svolte anche dai sindacati dei lavoratori, dei professionisti ecc. oltre che dalle facoltà di architettura e di ingegneria, dalle Regioni e da altre istituzioni.
Tuttavia l’Ordine degli architetti sta perdendo la sua identità. Oggi è purtroppo diventato l’Ordine di sei diverse professioni: Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori, Pianificatori iunior e Architetti iunior. Un guazzabuglio di professioni accettato dal passato CNAPPC nel 2001, con l’illusione che il Consiglio Nazionale e gli Ordini sarebbero diventati più potenti raggruppando molte professioni al proprio interno. Illusione condivisa dagli Ordini provinciali. L’Ordine di sei professioni sacrificava gli interessi degli architetti all’interesse della struttura che li rappresenta, gli Ordini e il CNA. A distanza di 10 anni dal 2001 verifichiamo che l’architetto sta perdendo la propria identità. La confusione delle competenze tra architetti quinquennali e architetti iunior sta crescendo; nonostante ciò, non ho notizia di interventi efficaci degli Ordini per il rispetto dei limiti di competenza. L’inserimento dei pianificatori prima o poi proporrà un contenzioso giuridico sulla competenza dell’architetto nel campo dell’urbanistica, visto che questa non è compresa nell’edilizia civile di cui all’art.52 RD 2537/1925. E non sappiamo cosa potrà venire fuori da future sentenze della magistratura sulle competenze professionali dei conservatori, in danno della riserva di legge spettante agli architetti nel campo dei beni culturali.
E’ sbagliato identificare le professione con l’Ordine. Se mancasse l’Ordine, l’attività professionale di un architetto non cambierebbe in maniera significativa. La progettazione, la direzione lavori, il collaudo, la sicurezza dei cantieri ecc. resterebbero di spettanza degli architetti e degli ingegneri laureati e abilitati. I campi di attività definiti per legge resterebbero tali. L’iscrizione alla Cassa di previdenza sarebbe aperta agli architetti e ingegneri abilitati e in possesso di partita Iva. Certamente sarebbe necessario per gli architetti fare riferimento a proprie associazioni per fare sentire la propria voce, per essere rappresentati. Potrebbero finalmente crescere i Sindacati dei liberi professionisti e dei professionisti dipendenti, costretti oggi a una vita grama proprio dalla concorrenza che fanno gli Ordini tutelando “impropriamente” gli iscritti. Mentre nelle attività culturali potrebbe crescere il ruolo dell’Inarch. Potrebbero nascere o rafforzarsi una o più libera associazione culturale di architetti.

Enrico Milone

11/01/2012

UN APPELLO DA FIRMARE

Posted in news tagged , , , , a 18:32 di stefanomichelato

http://www.architettiroma.it/dirittoallarchitettura/
CONDIVIDIAMO L’APPELLO
L’Architettura rappresenta da sempre una delle più alte
espressioni della cultura e della civiltà di un popolo.

È la traduzione in spazi, superfici, paesaggi dell’anima profonda di un Paese.

La storia millenaria delle nostre città e dei nostri borghi testimonia quanto sia importante la qualità e la bellezza dei luoghi in cui viviamo.

Per questo il diritto all’Architettura è un diritto di tutti.

E di ognuno.

Deve essere salvaguardato…..

DA FIRMARE

Pagina successiva