09/03/2013

Architettura e Urbanistica a roma – rinnovare la normativa e le procedure

Posted in news, roma, urbanistica tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , a 22:11 di stefanomichelato

Nel Lazio servono una nuova legge urbanistica e una legge per l’architettura, per la qualità della progettazione e della gestione dei processi edilizi, per la difesa e lo sviluppo sostenibile dell’ambiente.

Una legge per l’architettura significa lo snellimento delle procedure a carico dei professionisti, uno sgravio dei costi per i cittadini, un accorciamento dei tempi per la realizzazione di processi edilizi ed urbanistici utili alla comunità e sopratutto una maggiore attenzione alla qualità del territorio e dell’ambiente in cui viviamo.

A Roma serve una nuova urbanistica e una nuova attenzione per l’architettura storica, moderna e contemporanea. Valorizzazione e sviluppo della città vanno di pari passo.

Noi crediamo nella necessità di affiancare al riordino della normativa regionale sull’urbanistica una legge che promuova la qualità architettonica degli edifici e degli interventi edilizi, in ambito urbano o meno. il tutto attraverso lo snellimento delle procedure per consentire il rilancio del ruolo dei Professionisti del comparto.

I professionisti del comparto come architetti, ingegneri, geometri, agronomi, urbanisti, restauratori, storici possono , anzi devono poter contribuire al rilancio di questa nostra città nell’ambito metropolitano e regionale.

Si devono raccogliere le idee e le proposte dal mondo delle professioni per lo studio di un articolato che possa rendere realtà le speranze di migliaia di professionisti incastrati in una recessione violenta, accompagnata da una burocrazia svilente e un quadro normativo punitivo.

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02/01/2013

Architetti: parcelle e contratti

Posted in architetti, news tagged , , , , , , , , , , a 14:29 di alegre68

L’Ufficio di Presidenza della Conferenza degli Ordini degli Architetti PPC e la Delegazione Consultiva a Base Regionale hanno elaborato, a scopo indicativo alcuni esempi di contratti professionali per servizi di architettura e di urbanistica per committenza privata.

Sul sito dell’ordine degli architetti di lecco trovate la circolare CNAPP

Gli esempi di contratto forniti  riguardano:

  • la progettazione architettonica per committenza privata;
  • un contratto “semplificato” per la progettazione architettonica integrata per committenza privata;
  • e la progettazione di piani urbanistici attuativi.

Altri esempi di contratto tipo si trovano anche sul sito dell’Ordine degli architetti di Firenze e di altri Ordini provinciali.

Il Decreto del Ministero della Giustizia n. 140 del 20 luglio 2012 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 195 del 22 agosto 2012 prevede nuove modalità per la liquidazione dei compensi professionali che sostituiscono le vecchie tariffe professionali.

Per le professioni dell’area tecnica il compenso, ottenuto dalla formula CP=V×G×Q×P, è determinato in base a più parametri (costo economico dell’opera (V), complessità delle prestazioni (G),  loro specificità (Q) e parametro (P) dipendente dal costo economico delle singole categorie in cui è possibile scomporre la prestazione).

Il nuovo metodo di calcolo stabilisce un valore indicativo dell’onorario di poco diverso dal sistema delle vecchie tariffe.

Da notare che il Consiglio Nazionale forense, nella riunione del 5 settembre 2012, ha deciso di impugnare il regolamento. Successivamente, nell’incontro del 20 novembre 2012 tra Ministero e OUA, è stata valutata un’ipotesi di revisione.

 

18/05/2012

dl vicari sulle competenze professionali di architetti ingegneri e geometri

Posted in news tagged , , , , a 00:45 di stefanomichelato

informazioni che ci piace far girare
da il sole 24ore
http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/norme/2012-05-17/battaglia-competenze-audizioni-architetti-152324.php
da leggere gli allegati

15/05/2012

Lavori Pubblici: l’AVCP dice come fare le gare senza le tariffe

Posted in architetti, geometri, ingegneri tagged , , , , , , , , a 17:08 di stefanomichelato

L’AVCP con la determinazione 49/2012 dice alle stazioni appaltanti come svolgere le gare di servizi tecnici: da leggere!
i punti su cui dissentire sono molti a cominciare dal riferimento alle vecchie tariffe (ma non erano abolite?) di fatto.
il precorso proposto è di fare riferimento alle vecchie gare espletate dalla Amministrazione.
ma allora si ricade nelle tariffe allora applicate!
si dice che si deve prendere il costo realmente affrontato al netto dei ribassi , o meglio considerando la media dei ribassi!
si dice infine di applicare tale costo all’opera da mettere a base di gara…

IN SOSTANZA: IL RIBASSO DEL RIBASSO!!!!

ebbene si: è tutto qua!!! il ribasso del ribasso

direi che la è materie difficile, ma da affrontare con energia per evitare di sprecare soldi pubblici e tutelare i professionisti.

vedi il link alla norma
http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/pdf2010/Edilizia_e_Territorio/_Allegati/Free/Norme/delibera_n_49_2012.pdf?uuid=bdae9f68-9b6c-11e1-8862-245f006fedf5

Determinazione n. 5 del 27 Luglio 2010

09/02/2012

Piano casa Lazio: pubblicata la delibera di attuazione del Comune di Roma

Posted in news, roma, urbanistica tagged , , , a 00:10 di alegre68

E’ stata approvata la Delibera di Assemblea Capitolina n. 9 di attuazione del Piano casa Regionale.

Ecco il testo pubblicato: delibera 9/2012

 

27/01/2012

PIANO CASA LAZIO: pubblicata la CIRCOLARE ESPLICATIVA

Posted in news tagged , , , , , , , , , , , , , , , , a 22:54 di stefanomichelato

finalmente è stata pubblicata la circolare esplicativa della regione lazio sul piano casa!!
da leggere e commentare!!
ecco il link:PIANO CASA DELLA REGIONE LAZIO. PRIMI INDIRIZZI E DIRETTIVE PER LA PIENA ED UNIFORME
APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI 2, 3 E 6 DELLA L.R. LAZIO N. 21/2009, COME MODIFICATE,
INTEGRATE E SOSTITUITE DALLA L.R. LAZIO N. 10/2011.

ATEPRO ORGANIZZERA’ NEI PROSSIMI GIORNI UN INCONTRO PER LA “RILETTURA” DELLA LEGGE ALLA LUCE DI QUESTI INDIRIZZI.
sarà anche una prima occasione per rinnovare la tessera o iscriversi ad atepro!

Architetti e il decreto salvaItalia

Posted in news tagged , , , , , , , a 17:47 di alegre68

Pubblichiamo una riflessione dell’arch. Rossana Bianchi sulle novità che all’interno del  decreto liberalizzazioni appena approvato  interessano i liberi professionisti.

E’ oramai cosa certa ed avviato il primo pacchetto salva-Italia (o cresci-Italia?) emanato da questo governo.
Nello specifico in merito alle norme che riguardano la nostra professione non posso che essere piuttosto perplessa e scettica su come tali provvedimenti presi possano agevolare o meglio garantire la nostra professione. Riporto dunque due contrapposte risposte il primo da parte del CNAPPC e il secondo dell’ InArSind, Sindacato Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti Italiani

Liberalizzazioni – gli architetti rispondono
Il Presidente Monti considera le liberalizzazioni “necessarie” per eliminare le barriere del mondo del lavoro soprattutto per i giovani.
Queste le sue novità:
– niente più tariffe (né minime né massime)
– idoneo preventivo al momento dell’incarico.
– obbligo di  polizza assicurativa
– comunicazione esplicita al cliente dei dati relativi
– sei mesi di tirocinio anche presso le università
– tempo massimo del tirocinio in diciotto mesi
E gli architetti italiani non si sottraggono a questo giro di boa, anzi, sollecitano quanto prima una vera e seria riforma delle professioni.
Così risponde il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori:
“Abbiamo molto apprezzato, in particolare, – continua – la competenza e la capacità di ascolto del Ministro Severino che, all’interno di un precisa politica di riscrittura delle regole, ha proceduto con buon senso, raccogliendo –  purchè utili al Paese –  i contributi delle professioni. L’aver lasciato il riferimento ai parametri nei contenziosi è, infatti, un atto di buona amministrazione, tutto a vantaggio dei cittadini e del buon governo dell’economia e della giustizia.”
“Per quanto riguarda, poi, il preventivo obbligatorio, condividiamo la norma che consideriamo utile per un rapporto trasparente con i clienti, ai quali non ci si dovrà limitare a preventivare i costi ma, occorrerà descrivere dettagliatamente la complessità della prestazione professionale. Solo in un rapporto di grande trasparenza, infatti, il confronto concorrenziale può regolare i rapporti professionali, senza offrire il destro alle truffe o alla promozione ingannevole come quella che quotidianamente circola su internet”.
“Il tirocinio misto, prima all’università e poi negli Studi professionali – aggiunge il Consiglio Nazionale – può essere un’ottima soluzione, purchè, anche in collaborazione con il Ministro Profumo, si disegni un percorso virtuoso che colleghi la scuola al tirocinio fino all’esame di Stato e che migliori la qualità dei neo professionisti senza ostacolarne l’accesso al mercato. Ciò potrà costituire un’ occasione  importante  per abbattere steccati storici tra università e professione, assumendoci tutti la responsabilità di far crescere e maturare una classe e una generazione professionale competente e capace di affrontare le nuove sfide che ci aspettano”.
Molto positivo il giudizio sulla possibilità di accesso ai Confidi da parte degli architetti che soffrono del vero “spread” che misura la distanza dei pagamenti da parte dei clienti (da sei mesi dei privati ad oltre un anno la P.A.) e il credito bancario, che nei casi migliori arriva a 60 giorni.
“Se dobbiamo accettare alcune regole del mercato – sottolinea il Consiglio Nazionale –  e lo facciamo quotidianamente, dobbiamo averne non solo gli svantaggi, ma anche i vantaggi. Il Governo dovrebbe intervenire in questo senso anche sulle reti d’impresa dalle quali, secondo l’agenzia delle entrate, siamo esclusi. Concorrenza, infatti, vuol dire innanzitutto pari opportunità.
“Gli architetti italiani – conclude –  ribadiscono la loro disponibilità a mettersi al servizio del Paese. Al Governo e al Ministro Severino non chiediamo tavoli di contrattazione, ma di poter mettere a frutto la nostra profonda conoscenza della realtà professionale per investire sul futuro del Paese. Offriamo, inoltre, la capillare rete degli Ordini sul territorio per farne dei presidi di legalità contro le infiltrazioni mafiose nei cantieri, contro l’abusivismo edilizio e l’evasione fiscale. Quali organi dello Stato siamo responsabilmente pronti a fare il nostro dovere”.
Arch. Maria Luisa Gottari

Riforma delle professioni – InArSind risponde a Monti (contributo del 16 gennaio)
“Egregio Signor Presidente del Consiglio,
Il Sindacato Nazionale Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti Italiani – INARSIND, che attraverso CONFEDERTECNICA è parte sociale e partecipa, con gli altri Sindacati delle Professioni Tecniche, al “Tavolo della Concertazione”, ha deciso di rivolgersi ad Ella per indirizzarLe le proprie osservazioni su alcuni temi, che già sono alla Sua attenzione e che rivestono un rilievo vitale per i Colleghi rappresentati.
Il nostro Paese sta attraversando una grave crisi, in conseguenza della situazione economico finanziaria determinatasi a livello internazionale e del ritardo nell’assunzione di seri provvedimenti, che sappiamo essere nell’ agenda del Suo Governo. Lo stato di precarietà della nostra Libera Professione, ora in assoluta emergenza esistenziale, ha certamente origini più lontane nel tempo e proprie delle peculiarità del sistema italiano delle Professioni Tecniche. Non intendiamo svolgere qui un’analisi dettagliata di tali specificità; riteniamo tuttavia doveroso segnalarLe alcune considerazioni, al fine di individuarne e comprenderne le criticità.
Società tra Professionisti – Un recente provvedimento, nella Legge12-11-2011, n.183 (Legge di Stabilità 2012), consente la formazione di Società tra Professionisti, anche di capitale, senza porre limite alla partecipazione di quest’ultimo, profilandosi situazioni nelle quali i Professionisti potrebbero essere componente minoritaria delle Società e quindi perdere la caratteristica fondamentale della Libera Professione, l’autonomia. Riteniamo che sia necessario intervenire a modifica del disposto, prevedendo che ai Professionisti debba essere riservata la maggioranza nelle quote di partecipazione, a garanzia della prevalenza del contenuto professionale societario rispetto alle esigenze di profitto del capitale.
Liberalizzazioni – Tra i provvedimenti che il Suo Governo sta per assumere ci consta esserci anche un intervento di riforma del sistema ordinistico. Esprimiamo l’auspicio che possa essere incisivo e di reale modernizzazione , con un’attenzione particolare alle specificità della Libera Professione di Architetto ed Ingegnere. Ci permettiamo di ricordarLe che, nell’attuale sistema, sono iscritti ai nostri Ordini anche i dipendenti di Aziende private e i dipendenti di Enti Pubblici che spesso rappresentano la controparte dei Liberi Professionisti. Si tratta quindi di una evidente anomalia specifica degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, che confidiamo venga risolta con il giusto equilibrio che siamo certi sarà presente nella riforma che Ella vorrà promuovere.
Per quanto riguarda le tariffe minime, non abbiamo alcuna contrarietà alla loro soppressione – peraltro già ampiamente applicata alle nostre Professioni di Architetto e di Ingegnere -. Riteniamo però che essa vada accompagnata finalmente da un controllo della qualità delle prestazioni fornite e dei risultati finali: è noto, per esempio, che i ribassi ottenuti – e pretesi – dalle Pubbliche Amministrazioni sui compensi professionali per le Opere Pubbliche, non rappresentano affatto un vantaggio per le medesime, che a fine lavori, proprio per la qualità delle prestazioni fornite – bassa, come il compenso -, tra perizie, riserve e contenziosi, si trovano a spendere più di quanto abbiano “risparmiato” e con opere di scarsa qualità.
Giovani Liberi Professionisti – E’ un nodo cruciale per il futuro del nostro Paese. Vi sono decine di migliaia di giovani colleghi Architetti ed Ingegneri che prestano la loro opera intellettuale presso Studi e Società, percependo compensi di mera sopravvivenza su presentazione di fattura: è un popolo di Partite IVA, ma a tutti gli effetti si tratta di dipendenti, in quanto privi dell’autonomia professionale che caratterizza il Libero Professionista. E una situazione del tutto anomala, causata anche dal sistema dei ribassi sopra accennato.
Ma tra le cause vi è anche quella di una forte erosione del monte lavori per i Liberi Professionisti in conseguenza del fatto che vi sono Architetti ed Ingegneri, che godono già di un lavoro e quindi di uno stipendio sicuro (Dipendenti Pubblici ma anche Dipendenti di Aziende Private e Docenti,) ed ai quali è consentito il cosiddetto doppio od anche triplo lavoro. Riteniamo che, per lo stato di grave sofferenza della nostra Professione e soprattutto dei nostri giovani, non sia più possibile permetterci simili sperequazioni, per la verità esecrabili anche dal punto di vista etico.
Previdenza – Gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti sono tutelati previdenzialmente attraverso un’Associazione di Diritto Privato, INARCASSA, soggetta comunque ai controlli dei Ministeri competenti.
Non vi è alcun onere a carico dello Stato. Riteniamo che sia una ricchezza da salvaguardare, nella consapevolezza della necessità di garantire, con una gestione oculata delle risorse, la sostenibilità del nostro sistema previdenziale, così come correttamente richiesto dal Governo. L’ipotesi di costituire un’unica Cassa di Previdenza per tutte le Libere Professioni non ci pare perseguibile, stante le peculiarità di ciascuna di esse. Il passaggio ad un integrale sistema contributivo – peraltro già parzialmente utilizzato – e l’abolizione /modifica delle pensioni di anzianità, che risultano essere tra gli obiettivi che il Suo Governo intende perseguire ,dovranno certamente trovare risposte in Inarcassa ; in questo senso il nostro Sindacato, con senso di responsabilità verso le nuove generazioni di professionisti, si è già espresso formalmente, anche con la costituzione di un Osservatorio per il monitoraggio e per la formulazione di proposte esterne all’Associazione Previdenziale a cui collaborano economisti ed attuari di grande valore.
Signor Presidente del Consiglio, l’analisi volutamente schematica dinanzi delineata prospetta un quadro difficile per la Libera Professione degli Architetti e degli Ingegneri, con un futuro incerto, se non pericolosamente segnato. Confidiamo in un cambio di direzione deciso, responsabile e lungimirante nell’azione del Governo da Ella presieduto, affinché un grande patrimonio di capacità tecniche e conoscenze, riconosciute ovunque ed ad ogni livello, non vada disperso. Sarebbe una iattura non solo e non tanto per i Liberi Professionisti, ma soprattutto per il nostro Paese, al quale vogliamo poter dare ancora il nostro importante contributo, in termini culturali ed economici.
Restiamo in attesa di segnali confortanti in tale direzione, disponibili ad ogni utile confronto”.

Mi scuso per la lunghezza del testo ma ho ritenuto opportuno riportare integralmente tali dichiarazioni, nel secondo contributo ho messo in evidenza quello che a mio avviso è la nota dolente per la maggior parte di ‘liberiprofessionistiobbligati’ e non solo giovani, dove tra l’altro alla liberalizzazione delle tariffe non è seguito uno strumento fiscale che rispondesse a tali anomalie anzi è stato eliminato il cosidetto regime dei minimi e reintrodotta l’IVA (21%), in pratica equiparando il professionista che ha un fatturato annuo di superiore ai 100.000,00€ e chi invece non arriva nemmeno a 20.000,00. Ritengo che, pur essendo favorevole ad un drastico cambiamento e soprattutto RICONOSCIMENTO della professione, non si possa mettere nello stesso calderone architetti di fama nazionale e che di certo non staranno a contrattare la loro parcella e di contro la guerra fra poveri cristi a chi si aggiudica una DIA o pratica a meno lire.
estratto del D.L.  fonte CNAPPC

19/01/2012

“A che servono gli Ordini?” un articolo di Enrico MILONE

Posted in architetti, news tagged , , , a 16:59 di stefanomichelato

riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo pubblicato sul Giornale dell’Architettura, n.101 di gennaio 2012
________

A cosa serve l’Ordine degli Architetti PPC ?
Nella convulsa attività legislativa provocata dalla crisi finanziaria di questa estate, due leggi hanno messo in discussione il destino degli Ordini professionali.
1. La legge 111 del 15.7.2011 (GU 16.7.2011 n. ), manovra di ferragosto, tratta della riforma degli Ordini con l’art.29 comma 1 bis che qui trascrivo: “Al fine di incrementare il tasso di crescita dell’economia nazionale, ferme restando le categorie di cui all’articolo 33, quinto comma, della Costituzione, sentita l’Alta Commissione di cui al comma 2, il Governo formulera’ alle categorie interessate proposte di riforma in materia di liberalizzazione dei servizi e delle attivita’ economiche; trascorso il termine di otto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, cio’ che non sara’ espressamente regolamentato sara’ libero.” Il testo è ambiguo. Sembra che gli Ordini che hanno l’esame di abilitazione professionale ne siano esclusi. Ma non è sicuro ed in ogni caso la norma crea una situazione che invita a fare ragionamenti ad ampio spettro per tutte le professioni intellettuali.
2. La manovra bis, decreto-legge 13.8.2011 n.138, da convertire in legge entro il 13.10.2011, all’art.3 comma 5, stabilisce che entro un anno dovranno essere modificati gli ordinamenti delle professioni, per introdurre gli obblighi di: aggiornamento professionale continuo, tirocinio, assicurazione. I minimi di tariffa devono essere derogabili e l’attività disciplinare deve essere gestita da nuovi organi, preclusa ai consiglieri degli Ordini e del consiglio nazionale.

La proposta di ridimensionare o eliminare gli Ordini professionali è ricorrente, proviamo perciò a valutare se gli Ordini davvero siano necessari e se la loro eliminazione comporterebbe danni alla attività professionale degli architetti.
Prima del 1923/25 non c’erano gli Ordini degli architetti e degli ingegneri. L’Ordine degli architetti è stato istituito, con legge del 1923 e Regolamento del 1925, al fine di tutelare i consumatori che chiedono servizi professionali. L’Ordine dovrebbe tutelare prioritariamente gli interessi dei consumatori e la correttezza dell’esercizio professionale. Inclusa la qualità della prestazione richiesta dal cliente. L’Ordine può tutelare anche la condizione di lavoro del professionista, astenendosi però da fare attività sindacale. Infatti l’iscrizione all’Ordine è obbligatoria mentre l’iscrizione ai sindacati è libera. Pertanto l’Ordine non può firmare un contratto di lavoro né proclamare agitazioni sindacali o scioperi.
In base alla legge istitutiva l’Ordine ha pochi compiti:
1- iscrizione all’albo e gestione dell’albo;
2- deontologia, controllo della disciplina degli iscritti:
3- reprimere l’uso abusivo del titolo di architetto e l’esercizio abusivo della professione
4- dare pareri sulle parcelle e sulle controversie professionali.

L’iscrizione all’Albo è un automatismo. L’Ordine non ha altro compito che verificare che il richiedente ha superato l’esame di abilitazione.
I pareri sulle parcelle sono molto diminuiti da quando è stata abrogata la legge che, nel caso di lavori pubblici, subordinava il pagamento della parcella al visto dell’Ordine. In ogni caso anche la gestione di questa attività è spesso fatta in modo improprio. Tanto che spesso, quando c’è da fare scelte discrezionali, l’Ordine favorisce il proprio iscritto a danno del committente pubblico o privato.
Deontologia. La disciplina è il compito più importante. L’Ordine può condannare un iscritto scorretto sospendendolo dalla attività professionale. Il rispetto della correttezza professionale costituisce una garanzia per il cittadino utente dei servizi professionali. Oggi l’Ordine dovrebbe controllare la correttezza del professionista. Ma lo fa effettivamente? Certamente no. Con la scusa della mancanza di denunce, gli Ordini hanno in genere ignorato le scorrettezza professionali commesse dai professionisti coinvolti in casi di corruzione per appalti pubblici, resi a tutti noti dalla stampa. Incarichi professionali, progetti e collaudi, ricevuti da funzionari pubblici e docenti a tempo pieno, in condizione di incompatibilità e privi di autorizzazione. Il controllo degli Ordini è latitante anche per le scorrettezze fatte dagli iscritti nella gestione dei permessi edilizi e nella proliferazione dell’abusivismo. Gli Ordini in genere non informano gli iscritti sulla quantità e l’oggetto dei procedimenti disciplinari attivati, né risulta che il Consiglio Nazionale o il Ministero li incitino a dare notizie. Appare evidente che gli Ordini abbiano molta ritrosia nell’aprire procedimenti disciplinari nei confronti dei propri iscritti. Per farsi un’idea basti considerare che i ricorsi al CNAPPC contro le sentenze degli Ordini sono all’incirca 20 all’anno (il dato non è ufficiale). E dato che quasi tutti i professionisti che vengono condannati dall’Ordine fanno ricorso al CNAPPC, si può immaginare quanto sia irrisorio il numero dei procedimenti attivati e delle condanne inflitte dagli oltre 100 Ordini degli Architetti per un totale di oltre 140.000 iscritti.
Tra le scorrettezze che sono tollerate, è consentito che un architetto componente di una commissione consultiva (commissione edilizia) comunale possa presentare progetti nello stesso comune. E’ anche tollerato che un componente del consiglio dell’Ordine o del CNAPPC possa partecipare ad un concorso o gara per la quale il consiglio stesso ha approvato il bando e/o ha nominato un membro della commissione giudicatrice.
La carenza di attività deontologica degli Ordini è grave perché, trattandosi del compito principale dell’Ordine, l’inadempienza costituisce il motivo principale che giustifica l’ipotesi di eliminare l’istituzione.

Ipotesi di eliminazione dell’Ordine e del CNAPPC
Gli architetti possono fare a meno dell’Ordine, ma non possono fare a meno dell’abilitazione all’esercizio della professione.
La professione di architetto esisterebbe anche senza l’Ordine, perché in caso di mancanza dell’Ordine comunque resterebbe l’abilitazione all’esercizio della professione di architetto e di ingegnere. L’abilitazione è nell’art.33 della Costituzione e la sua eliminazione potrebbe richiedere una modifica dell’articolo, cosa molto difficile, vista la complessità della procedura di modifica della Carta Costituzionale.
In mancanza di Ordini, occorrerebbe (come in Gran Bretagna) istituire un Registro Nazionale delle persone che ottengono l’abilitazione all’esercizio della professione di architetto. Presso il Ministero della Giustizia, gestito dal Ministero. In tal modo ogni cittadino o ente può consultare il registro e verificare che una persona è abilitata a fare l’architetto. Lo stesso Registro potrebbe svolgere i procedimenti disciplinari su denuncia di enti o privati, mediante una commissione nominata dal Ministero, composta anche di membri in rappresentanza della professione.
Al limite il sistema funzionerebbe anche senza il Registro Nazionale, visto che un ente o un cittadino può sempre chiedere all’architetto al quale commette un incarico di mostrare il certificato di conseguita abilitazione alla professione.
Volendo ancora più semplificare, il sistema potrebbe, forse, funzionare anche senza l’abilitazione all’esercizio della professione, qualora si conferisse valore abilitante alla laurea magistrale M4 architettura e ingegneria edile con riconoscimento CEE. In tale caso l’art.33 Costituzione dovrebbe essere interpretato nel senso che il superamento dell’esame di laurea da parte di una Università Statale risponde al dettato dell’art.33.

La spinta europea
Il Rapporto Monti/CE, del 2004, ha dimostrato che l’Italia è il paese che ha imposto più vincoli alle professioni libere. Obbligo di iscrizione all’Ordine, esercizio abusivo sanzionato penalmente, campi di attività esclusivi. In nessun paese la tariffa architetti è approvata per legge nazionale. In nessun paese dell’euro c’è l’esame di abilitazione.

Vantaggi e svantaggi della eliminazione dell’Ordine.
Di fatto l’Ordine oggi costituisce l’unico riferimento per gli architetti che rappresenta sia a livello nazionale che a livello di regioni, province e comuni. Non c’è dubbio che attraverso gli anni i consigli degli Ordini hanno saputo istituire validi rapporti con gli imprenditori e con gli enti locali. Ciò costituisce un indubbio aspetto positivo che ha consentito una crescita dell’apprezzamento della nostra professione presso l’opinione pubblica. Spesso l’Ordine viene consultato su problemi della città insieme alle rappresentanze dei costruttori, degli artigiani e dei sindacati dei lavoratori edili.
Inoltre l’Ordine svolge una funzione positiva quando organizza attività pubbliche per valorizzare l’architettura e un corretto assetto del territorio. Ma tali attività sono svolte anche da altri organismi come l’Università, l’INU, l’INARCH, Italia Nostra.
Sono utili anche le attività di aggiornamento professionale degli iscritti. Ma tali attività sono in realtà svolte anche dai sindacati dei lavoratori, dei professionisti ecc. oltre che dalle facoltà di architettura e di ingegneria, dalle Regioni e da altre istituzioni.
Tuttavia l’Ordine degli architetti sta perdendo la sua identità. Oggi è purtroppo diventato l’Ordine di sei diverse professioni: Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori, Pianificatori iunior e Architetti iunior. Un guazzabuglio di professioni accettato dal passato CNAPPC nel 2001, con l’illusione che il Consiglio Nazionale e gli Ordini sarebbero diventati più potenti raggruppando molte professioni al proprio interno. Illusione condivisa dagli Ordini provinciali. L’Ordine di sei professioni sacrificava gli interessi degli architetti all’interesse della struttura che li rappresenta, gli Ordini e il CNA. A distanza di 10 anni dal 2001 verifichiamo che l’architetto sta perdendo la propria identità. La confusione delle competenze tra architetti quinquennali e architetti iunior sta crescendo; nonostante ciò, non ho notizia di interventi efficaci degli Ordini per il rispetto dei limiti di competenza. L’inserimento dei pianificatori prima o poi proporrà un contenzioso giuridico sulla competenza dell’architetto nel campo dell’urbanistica, visto che questa non è compresa nell’edilizia civile di cui all’art.52 RD 2537/1925. E non sappiamo cosa potrà venire fuori da future sentenze della magistratura sulle competenze professionali dei conservatori, in danno della riserva di legge spettante agli architetti nel campo dei beni culturali.
E’ sbagliato identificare le professione con l’Ordine. Se mancasse l’Ordine, l’attività professionale di un architetto non cambierebbe in maniera significativa. La progettazione, la direzione lavori, il collaudo, la sicurezza dei cantieri ecc. resterebbero di spettanza degli architetti e degli ingegneri laureati e abilitati. I campi di attività definiti per legge resterebbero tali. L’iscrizione alla Cassa di previdenza sarebbe aperta agli architetti e ingegneri abilitati e in possesso di partita Iva. Certamente sarebbe necessario per gli architetti fare riferimento a proprie associazioni per fare sentire la propria voce, per essere rappresentati. Potrebbero finalmente crescere i Sindacati dei liberi professionisti e dei professionisti dipendenti, costretti oggi a una vita grama proprio dalla concorrenza che fanno gli Ordini tutelando “impropriamente” gli iscritti. Mentre nelle attività culturali potrebbe crescere il ruolo dell’Inarch. Potrebbero nascere o rafforzarsi una o più libera associazione culturale di architetti.

Enrico Milone

22/11/2011

DIA ON LINE AL COMUNE DI ROMA

Posted in architetti, news tagged , , , , , , , , , , , , , , , a 21:17 di stefanomichelato

DIA ON LINE: una follia!
miei cari colleghi architetti romani: INCREDIBILE!!
alla faccia della semplificazione!!!
TORNIAMO ALLA CHINA E ALLE CIANOGRAFIE!!!!
non serve a nulla tutto questo schifoso intrugliare nella tecnologia.
o meglio: forse è servito a qualche consulente.VERGOGNA!
con la scusa della semplificazione e della standardizzazione…72 layers!!!
adesso si! roma avrà l’architettura con la A maiuscola!

seguite il link delle spiegazioni e soprattutto, se ci riuscite, i files con le specifiche dei disegni!

MA CHE C’ENTRA CON LA QUALITA’? CHE C’ENTRA CON LA SEMPLIFICAZIONE?
MA SIAMO SICURI CHE TUTTO QUESTO SERVA PER PROGETTARE UNA CASA?
MAGARI UN PROGETTO CHE SEGUE IL “PIANO CASA” PER 20 MQ?
MA POSSIBILE CHE DOBBIAMO SOTTOSTARE ALLA DEREGOLAMENTAZIONE DI TUTTO QUELLO CHE CI GIRA INTORNO E NOI DOBBIAMO SUBIRE L’ANGHERIA DI FARCI DIRE ANCHE QUALI COLORI USARE IN UN DISEGNO?
E POI SENTIRE PARLARE TUTTI I GIORNI DI LIBERALIZZAZIONI, CHE VUOL DIRE RIBASSI SUL PREZZO!
LIBERI DI OFFRIRE IL MASSIMO RIBASSO E DI PRENDERE LA MASSIMA COMPLICAZIONE, PER OFFRIRE LA MASSIMA SEMPLIFICAZIONE ALLA AMMINISTRAZIONE!

E SE METTI UN CESSO SUL LAYER DEGLI OROLOGI ELETTRICI?
CHE FANNO?
TI RIMANDANO INDIETRO LA DIA?!!!???!!!
MA BASTA!!!
I FILES DEVONO ESSERE IMMAGINI E BASTA, MAGARI DA SCANSIONE!
STAMPABILI,
NON EDITABILI.
SE QUESTO E’ IL CONTRIBUTO DELLA TECNOLOGIA, VOGLIO TORNARE A DISEGNARE A MANO SU CARTA LUCIDA!!!
(NON L’AVREI MAI DETTO)

15/11/2011

Pubblicata la Legge di Stabilità 2012 in Gazzetta Ufficiale

Posted in fisco, news tagged , , , , , a 13:00 di alegre68

La Legge di Stabilità per il 2012 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 nov. (Legge dello Stato 12/11/2011 n. 183 -Gazzetta ufficiale 14/11/2011 n. 265).

La legge prevede all’art. 10 la riforma degli ordinamenti professionali entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto inserendo la possibilità di costituire Società tra professionisti .

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha espresso attraverso un comunicato stampatotale dissenso su alcune delle norme che riguardano le professioni“, facendo riferimento in particolare all’ “aver eliminato ogni riferimento, anche solo informativo, alle tariffe professionale”  ed all’ “Aver eliminato ogni limite di investimento non professionale nelle costituende società di professionisti, oltre ad aver tolto loro la riserva di amministrazione”

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