28/03/2012

gli interventi edilizi e i relativi titoli abilitativi: circolare esplicativa del comune di roma

Posted in news tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , a 16:39 di stefanomichelato

il Comune di Roma ha fatto una circolare esplicativa per spiegare quali titoli abilitativi sono necessari nei vari casi di interventi edilizi.
http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/stories/uo_permessi/circolare-esplicativa09032012.pdf
assolutamente necessario per capire come orientarsi nel mondo delle CIA DIA SCIA ecc.ecc.

non mancano le sorprese!
buona lettura!!

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13/11/2011

alluvioni e cultura urbanistica

Posted in news tagged , , , , , , , , , , a 01:41 di stefanomichelato

http://mercatiematerie.it/

ripropongo l’articolo pubblicato dalla rivista
ALluvioni e cultura urbanistica
Scrivere di alluvioni e disastri vari comporta sempre il dubbio su cosa scrivere. Gli argomenti da esporre sarebbero semplici, lapalissiani: manca la cura del territorio, la cultura ambientale, la cultura urbanistica, ecc.

Forse proprio l’ultima (la cultura urbanistica) è la maggiore accusata. Negli ultimi decenni si è pensato alternativamente che fosse possibile costruire ovunque e comunque, abbagliati dal progresso tecnologico, o fosse necessario impedire qualunque iniziativa in aree vaste del territorio, bloccati dai timori ambientalisti. Ed anche la disciplina urbanistica ha prodotto teorie e progetti assai diversi in funzione della scala di intervento, dai piani di area vasta, ai piani di assetto, fino alle lottizzazioni private e alle singole iniziative edilizie, magari in deroga ai Piani stessi.

Sappiamo tutti come è finita: costruzioni ovunque, abusive e non!

Comunque sanate e quindi divenute legali e detentrici di diritti legali ed economici, considerati intangibili e l’urbanistica a rincorrere.

Sembra che la storia e lo studio della evoluzione dell’uso del territorio non abbia insegnato nulla. La distribuzione delle case, delle fabbriche, degli uffici, delle città nel territorio sono sempre avvenute nel rispetto delle dinamiche naturali del territorio.

Si dirà che i numeri sono altri, che le quantità in gioco sono altre. Ora siamo molti di più, abbiamo una economia più florida, siamo inseriti in un meccanismo economico che ci spinge a consumare ed infatti consumiamo anche il suolo.

Ci sentiamo Consumatori prima che Cittadini, portatori di diritti legati agli scambi commerciali prima che portatori di doveri e diritti umani e sociali.

Prendiamo il territorio e lo facciamo nostro con una violenza che può ricordare solo certi riti ancestrali. Lo usiamo, lo aggrediamo, lo deturpiamo, lo violentiamo, ne succhiamo la forza, gli togliamo la capacità di sostenersi, lo costringiamo come un prigioniero legato.

E lui, nella sua naturale dinamica, si muove, sbuffa, magari si lava delle scorie, alla ricerca, perennemente in divenire, di equilibri dinamici ma naturali (qualcuno lo chiamerebbe addirittura ecosistema). Ma incontra noi che, con la nostra supponenza ed arroganza, lo abbiamo talmente rovinato in superficie da rendere pericolosi tutti i suoi movimenti, vasti, profondi, forti, violenti, ma tutti naturali. E Pericolosi. Pericolosi per chi? Ma per noi stessi!

Ed ecco perché ad ogni disastro viene la voglia di scrivere; non soluzioni per il passato, che purtroppo attengono alla categoria della cura dei superstiti, ma per il futuro; non soluzioni tecniche, che sono già presenti nella storia antica e recente, ma soluzioni politiche.

Bisogna decidere, fare scelte: la politica, supportata da una rinnovata cultura urbanistica, deve decidere come usare il territorio, dove consentire e dove impedire, per il bene della collettività.

Anche questa ultima alluvione sembra coincidere con il terremoto politico-economico-finanziario che ci attanaglia. E la cura, per risollevare il malato e riportarlo in condizioni di poter vivere, può avere delle analogie.

Non bastano tagli e sacrifici ma ci vogliono idee e iniziative per la crescita

Tradotto: per il territorio significa che è impensabile eliminare tutti gli insediamenti che abbiamo consentito ma dobbiamo avere la forza tutti insieme di togliere edifici là dove i fiumi devono esondare, le montagne franare, i mari innalzare il loro livello, ma anche la forza, culturale ed economica, della cura del territorio.

Curare gli argini dei fiumi, rimboschire le montagne, rinaturalizzare le coste, ripristinare la permeabilità dei suoli non sono delle manie ambientaliste ma necessità sistemiche per la nostra sopravvivenza.

Dobbiamo essere consapevoli che, non più nel lungo periodo ma nel breve, queste misure manutentive sono il reale ed unico sviluppo del territorio. Unite alla manutenzione del nostro patrimonio edilizio, alla riduzione del consumo di suolo ottenuta con rilocalizzazioni del costruito e densificazioni dell’esistente, da attuarsi con criteri ecosostenibili, sono la nostra unica salvezza.

Economia e territorio. Sviluppo e salvaguardia passano per il ripensamento dei criteri di valore da attribuire alle varie componenti coinvolte. Opere pubbliche strategiche, che non significa faraoniche come il Ponte sullo Stretto, ma un insieme ragionato di migliaia di piccoli interventi, sono la chiave per ridare valore al nostro territorio.

Una postilla. Si dice ormai da anni che si ha intenzione di introdurre un’ assicurazione obbligatoria sui fabbricati per il danno da disastri ambientali. E’ un tema assai spinoso, da pensare e ripensare con calma per le ricadute economiche e di sistema. Vi sono aspetti positivi e negativi, soprattutto bisognerebbe capire come inciderebbe proprio sulla capacità di influenzare le dinamiche insediative e di rilocalizzazione degli immobili.

Non so come potrebbe essere articolata una simile assicurazione, ma sicuramente non dovrebbe essere lasciata ai soli operatori del mercato assicurativo, che, giustamente, ragionerebbero nei termini che gli sono propri. Le implicazioni sarebbero invece tali che, di nuovo, dovrebbero essere oggetto di ragionamenti interdisciplinari che sapessero tenere conto di tutti i fattori sistemici e ambientali.

Stefano Michelato

02/09/2010

bentornati!

Posted in news tagged , , , , , a 23:13 di stefanomichelato

e adesso?
….
DIA?
COMUNICAZIONI?
SCIA??!!!???

bentornati!!! agosto è passato
ed è sempre più complicato capire come muoversi per ristrutturare una casa, senza incorre in reati penali per noi asseveratori certificatori dichiaratori giuratori e … via dicendo
mentre il mondo gira intorno alla ricerca dei più sfrenati abusi

vedremo con i primi freddi come comportarci, magari ricordandoci di essere architetti ingegneri e geometri

19/05/2010

Manutenzione straordinaria senza DIA: approvata la legge

Posted in architetti, geometri, ingegneri, news tagged , , , , , , , , , , , , a 22:55 di alegre68

L’aula del Senato ha definitivamente convertito in legge il dl incentivi. L’Assemblea ha approvato – con 163 voti favorevoli e 134 contrari – il ddl 2165 di conversione del decreto legge sugli incentivi fiscali, per il quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Il provvedimento  dopo la riscrittura dell’intero articolo 5 che modifica l’articolo 6 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) relativo alle attività di edilizia libera era  stato approvato in via definitiva dalla Camera il 6 maggio scorso.

Sparisce così la DIA per gli interventi di manutenzione straordinaria non riguardanti parti strutturali dell’edificio, che viene sostituita da una Comunicazione da inviare al Comune.

03/05/2010

Manutenzione straordinaria senza Dia: riscritto l’articolo

Posted in architetti, geometri, ingegneri, news tagged , , , , , , , , , , a 16:49 di alegre68

Il decreto legge incentivi arriverà all’esame dell’aula dopo la riscrittura dell’intero articolo 5.

Per le manutenzioni straordinarie e per tutti gli altri interventi di edilizia libera e svincolati dalla Dia, la comunicazione di inizio lavori dovrà essere accompagnata da una relazione tecnica e da elaborati progettuali redatti da un tecnico. Viene introdotta la possibilità di inviare detta comunicazione anche per via telematica.

Introdotta, una sanzione pecuniaria per la mancata comunicazione dell’inizio lavori o della relazione tecnica.

Nei casi previsti dalla normativa dovranno essere presentati gli atti di aggiornamento catastale.

Sparisce il riferimento esplicito alle “più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale”, le Regioni  potranno invece ampliare l’elenco degli interventi da effettuare in regime di  edilizia libera.

28/03/2010

Decreto incentivi Edilizia libera

Posted in news tagged , , , , , , , , , , , a 13:44 di stefanomichelato

DECRETO-LEGGE 25 marzo 2010, n. 40

Art. 5
Attivita’ edilizia libera

1. L’articolo 6 del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 6 (L) – (Attivita’ edilizia libera). – 1. Salvo piu’
restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e
comunque nell’osservanza delle prescrizioni degli strumenti
urbanistici comunali e nel rispetto delle altre normative di settore
aventi incidenza sulla disciplina dell’attivita’ edilizia e, in
particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio,
igienicosanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica
nonche’ delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e
del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,
i seguenti interventi possono essere eseguiti senza alcun titolo
abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria;
b) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui
all’articolo 3, comma 1, lettera b), sempre che non riguardino le
parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero
delle unita’ immobiliari e non implichino incremento dei parametri
urbanistici;
c) gli interventi volti all’eliminazione di barriere
architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di
ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma
dell’edificio;
d) le opere temporanee per attivita’ di ricerca nel sottosuolo
che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attivita’ di
ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al
centro edificato;
e) i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio
dell’attivita’ agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi
gli interventi su impianti idraulici agrari;
f) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e
temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della
necessita’ e, comunque, entro un termine non superiore a novanta
giorni;
g) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in
muratura, funzionali allo svolgimento dell’attivita’ agricola;
h) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni,
anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di
permeabilita’, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale;
i) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di
accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori
delle zone di tipo A di cui al decreto del Ministro per i lavori
pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
l) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo
delle aree pertinenziali degli edifici.
2. Al fine di semplificare il rilascio del certificato di
prevenzione incendi per le attivita’ di cui al comma 1, il
certificato stesso, ove previsto, e’ rilasciato in via ordinaria con
l’esame a vista. Per le medesime attivita’, il termine previsto dal
primo periodo del comma 2 dell’articolo 2 del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, e’
ridotto a trenta giorni.
3. Prima dell’inizio degli interventi di cui al comma 1, lettere
b), f), h), i) e l), l’interessato, anche per via telematica,
comunica all’amministrazione comunale, allegando le autorizzazioni
eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore e,
limitatamente agli interventi di cui alla citata lettera b), i dati
identificativi dell’impresa alla quale intende affidare la
realizzazione dei lavori.
4. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».
….
Entrata in vigore del provvedimento: 26/03/2010

dal sito Ispolitel

ogni commento è superfluo!!!

23/03/2010

Abolizione delle DIA – Comunicato dell’Ordine degli Architetti di Roma

Posted in architetti, geometri, ingegneri, news tagged , , , , , , , , , , , , , , , a 15:09 di alegre68

Abolizione della DIA per le opere di Manutenzione Straordinaria ecco il Comunicato dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia:

“……Da oggi, considerato anche lo stato di gran parte del patrimonio edilizio italiano, l’inizio dei lavori nell’appartamento del mio vicino di casa ci rende tutti più inquieti…..”
“……L’Ordine degli Architetti di Roma non vuole rassegnarsi a questo provvedimento… “

all’Ordine degli Architetti di Roma tutto il sostegno di ATEPRO !

NO DIA ? NO, GRAZIE !!!

Posted in news tagged , , , , , , , , , , , , a 13:41 di stefanomichelato

NO DIA? NO GRAZIE!!! è lo slogan che vogliamo per tutelare il territorio, le città, la professione di architetto. i motivi? sono talmente tanti ed evidenti che sembra inutile soffermarsi a commentare una simile devastazione. non è un semplice decreto. E’ la corruzione delle menti degli italiani che penseranno di poter fare qualunque cosa a casa propria, senza capire che cosa stiano realmente facendo. poi verremo noi a periziare i danni, i crolli, le liti. CHE RABBIA!
bisogna trovare al più presto le forme per protestare e contenere i danni!!

22/03/2010

EDILIZIA LIBERA TUTTI – NO DIA ? NO, GRAZIE !!

Posted in news tagged , , , , , , , , , , , , , , , a 12:07 di stefanomichelato

alla fine pare che il governo ce la abbia fatta!
ha modificato l’articolo 6 del DPR 380 del 2001 nel quale si definisce “L’attività edilizia libera”
vedi il testo del DDL Brunetta interamente recepito, pare da fonti giornalistiche, all’art. 7 (PDF – 6MB – fonte: sole24ore.com)
Nonostante gli ordini professionali di architetti e ingegneri e le associazioni, compresa la nostra, avessero protestato e richiesto incontri e ripensamenti sul testo, motivando e argomentando, il governo è andato per la sua strada.
adesso molte manutenzioni straordinarie sono libere da DIA
male, molto male!!!

la posizione dell’ordine degli architetti di roma è chiara: Amedeo Schiattarella parla di irresponsabilità nel video di repubblicaTV

noi concordiamo con il Presidente degli Architetti romani

Liberalizzate le manutenzioni straordinarie, ecco le ristrutturazioni senza DIA!

Posted in ambiente, architetti, news, urbanistica tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , a 12:05 di alegre68

Gli interventi di manutenzione straordinaria potranno essere effettuati senza la denuncia di inizio attività (dia).
La liberalizzazione della maggior parte dei lavori in casa è stata inserita nel decreto legge incentivi varato dal Consiglio dei ministri, la norma recupera una parte del disegno di legge Calderoli-Brunetta sulle semplificazioni contestato tenacemente dagli Architetti
Il decreto legge modifica l’articolo 6 del testo unico sull’edilizia varato con il Dpr 380/2001. ampliando le tipologie di intervento che non hanno bisogno di titoli autorizzatori per essere realizzati
Dura la posizione del Consiglio Nazionale Architetti
Le domande che ci poniamo ora come per il DDl Brunetta sono le stesse:
quale figura professionale controllerà la vivibilità degli spazi abitativi e verificherà l’incidenza dell’intervento su parti strutturali dell’edificio?
Può il committente stabilirlo da solo? con quali competenze?.
Chi verificherà e con quali mezzi le comunicazioni alle amministrazioni (se non integrate da disegni e relazioni)?
Infine:
…il disegno di legge sul condono edilizio, le recenti polemiche sulle competenze dei tecnici professionisti e il ddl Vicari, questo decreto… ma a qualcuno in questo Paese interessano qualità architettonica, vivibilità degli spazi, salvaguardia del patrimonio architettonico governo del territorio?

fonti:
Ordine degli Architetti di Roma

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